Enigma da stanza dei bottoni o semplice precauzione in tempo di rimpasti? Non c'è traccia della documentazione relativa al Regolamento Urbanistico approvato lo scorso 27 gennaio dalla giunta Renzi, di cui è stata resa nota soltanto la relazione. Ciò che manca è, in sostanza, il succo: la mappatura, la concreta cartografia degli interventi sulla geografia urbana. Un dettaglio di non poco conto per uno degli atti comunali più importanti dell'intero mandato amministrativo, di cui peraltro l'ormai ex sindaco Renzi non ha certo smorzato le dimensioni quando, neanche un mese fa, ne annunciava il contenuto parlando di "trasformazioni che potrebbero portare fino a diecimila posti di lavoro per 750mila metri quadri di superficie utilizzabile, soprattutto nella zona ovest della città", con la riconversione della Manifattura Tabacchi e delle ex Officine Grandi Riparazioni, per non parlare del centro storico, l'area in cui avverranno le principali trasformazioni degli immobili, soprattutto in senso conservativo. Ancora, zona Mercafir come punto-chiave del nuovo regolamento, con l'insediamento del nuovo stadio, riconversione di caserme e convitti della zona fra Porta Romana e il Galluzzo, riqualificazione del Parco delle Cascine, nuovo spazio per l'edilizia pubblica per circa 50mila metri quadri, trasformazione di San Lorenzo e nuova attenzione al verde e alla sostenibilità. Insomma, una rivisitazione della città in stile barone Haussmann – riassunta nelle parole "Firenze sta cambiando" – la cui elaborazione ha richiesto quattordici mesi di lavoro.
"Il regolamento urbanistico e quello edilizio – ricordava Elisabetta Meucci, assessore alle Politiche del Territorio – affronteranno il percorso nelle commissioni consiliari e nei quartieri, per arrivare all'adozione in consiglio comunale entro il mandato". A metà strada tra adozione e definitiva approvazione (prevista, al tempo, per giugno), eccone però secretata la parte di contenuto più interessante. Per certi versi, tutto legittimo: non trattandosi di una delibera di Giunta che trasmetta gli atti al Consiglio (passaggio che rende l'atto, di fatto, pubblico) è la legge a far da spalla alla "riservatezza". Perché, però, la delibera non è stata predisposta? L'atto passa per essere pubblico, ma in realtà non lo è. Da qui la messa in ombra della mappatura, oltre che il tripudio di illazioni e interpretazioni del caso. Il regolamento ha forse da subire ancora qualche ritocco?
Oppure è su Renzi che, viste le vicende capitoline (il cui esito poteva quanto meno essere previsto già a fine gennaio), va spostato il fascio di luce? Che l'ex sindaco, insomma, volesse far passare come concluso un procedimento ancora in atto e abbia così trasmesso gli atti al Consiglio con la precauzione della secretazione? E' questa la domanda che si pongono, in modo bipartisan i Comitati Cittadini con una nota di fuoco e Forza Italia, il cui gruppo consiliare ha organizzato un incontro con la stampa stamattina. E che ha rilanciato sulla pubblicazione dei lavori. "Siamo al paradosso", hanno denunciato il consigliere e membro della commissione Urbanistica Marco Semplici, il capogruppo Marco Sella e il consigliere Jacopo Cellai insieme ai consiglieri di Forza Italia ai Quartieri Alessandro Delfino, Chiara Madiai Villani e Emanuele Corti Grazzi (Q1) e Paolo Poli (Q3).
"Nel Comune del premier (incaricato), in cui trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza sono – parole sue – all’ordine del giorno, assistiamo e assisteremo a settimane di dibattiti sul Regolamento Urbanistico secretati. Tale riservatezza viene imposta su uno degli atti comunali più strategici del mandato. Su oltre 8000 Comuni meno dell’1% ha scelto questa strada e Firenze è uno di questi. Cosa vorranno nascondere ai fiorentini? Abbiamo anche chiesto al Segretario Generale, il 7 febbraio scorso, se le stesse misure siano state adottate anche per assessori, dirigenti e tecnici PD ma la sua non risposta ci lascia intuire il contrario. Noi, come gruppo consiliare e come presenza nei consigli di quartiere, siamo un organo politico e non tecnico, quindi abbiamo necessità di collaborare con esperti e professionisti del settore per trasformare le nostre proposte in emendamenti ma, ad oggi, tale possibilità non ci è concessa. Inoltre, vista l’importanza dell’atto, ci sembra inopportuno escludere la cittadinanza da un dibattito così importante. Adesso, vista anche la staffetta nella stanza di Clemente VII, ci aspettiamo che Nardella rivaluti questa assurda decisione”. Sembra che, in definitiva, sui dubbi vincano le domande; le stesse a cui StampToscana ha tentato più volte di dare risposta chiedendo delucidazioni purtroppo rimaste inevase al presidente della Commissione Urbanistica, Mirko Dormentoni. Che, tuttavia, con una nota sul sito comunale ha dato questi chiarimenti: "Si fa presente che la Commissione Urbanistica del Comune il 7 febbraio ha deciso a maggioranza, con un solo voto contrario e un "non voto" da parte dell'opposizione, la non pubblicità delle sedute (ovvero escludendo soggetti terzi all'amministrazione comunale) relative all'esame di dettaglio del Regolamento Urbanistico sulla base di una serie di motivazioni, come previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale". La replica è diretta a Forza Italia: " La prima, suffragata da una comunicazione del Segretario Generale e da un parere dell'Avvocatura, riguarda la normativa vigente che impone la riservatezza sulle attività di elaborazione degli atti di pianificazione, lasciando alla fase successiva all'adozione (quella della pubblicazione, delle osservazioni e delle controdeduzioni fino all'approvazione) il confronto con i privati cittadini. La seconda- spiega Dormentoni- strettamente connessa alla prima, è stata una valutazione sull'opportunità di non fornire all'esterno in questa fase informazioni delicate su disposizioni in corso di valutazione e soggette a possibili cambiamenti in corso d'opera, considerando la delicatezza di questo tipo di atto che va a disciplinare in modo nuovo il suolo e gli insediamenti pubblici e privati sull'intero territorio comunale".