Sindaco Renzi in consiglio comunale, elenca i successi, detta le priorità

Eccolo, Renzi arriva in consiglio. Dopo aver superato la protesta dei dipendenti che lo attendono puntuali sulla piazza e che non riescono a incrociarlo,  la ressa dei cittadini, dei giornalisti, dei microfoni e cameramen, Matteo Renzi arriva finalmente al microfono. E il consiglio che si era trascinato in attesa del grande arrivo diventa elettrico. Il discorso del nuovo presidente del consiglio incaricato provoca emozioni forti, in un senso e nell'altro, tocca le corde di molto pubblico e scatena reazioni diverse ma sempre sentite.

I successi? Tanti, dice Renzi, dal valore del ritorno della cultura a Firenze, dati alla mano, menziona a esempio simbolico il milione e tre di euro dovuto all'arrivo di un maggior numero di turisti in seguito alla valorizzazione di Palazzo Vecchio. “Abbiamo chiuso le librerie? – ricorda Renzi – le librerie non le apre un sindaco, si possono aumentare gli spazi delle biblioteche pubbliche, siamo passati da mezzo milione di utenti a un milione”. “Carcere delle Murate – ricorda il sindaco – sono diventate sede della Bob Kennedy Foundation – vorrebbe dire altro, si interrompe – un saluto a Silvano Sarti, presidente dell'Anpi che è qua – dice, riprende poi –  prendere un luogo urbano e trasformarlo: questa è Firenze”. E che Firenze nel suo mandato abbia scelto una via “diversa” di gestione dei problemi della cultura, lo ricorda  richiamando la vicenda della Pergola.  In particolare, dichiara Renzi, l'importanza risiede nel fatto di salvare il Teatro seguendo una via diversa rispetto al Teatro della Valle a Roma, occupato. Una strada alternativa possibile c'è, dice il sindaco: “Il Teatro della Pergola ha visto l'amministrazione di Firenze intervenire, mettere denari, e oggi è un teatro che ha una propria realtà di produzione. Secondo argomento che lascio a vicesindaco e giunta – aggiunge – il percorso avviato della società unica della cultura, che verrà realizzato nelle prossime settimane”.

Ma non è solo alla cultura che si riferisce Renzi. Parla del sociale, asserisce che "abbiamo sgomberato tanti luoghi, mai con i manganelli". ci sarebbe da chiedere cosa ne è stato delle persone sgomberate, ma a quello ha già pensato la vicesindaco, prima, quando è stato il suo turno fare i saluti. Ora, si parla di ciò che è avvenuto nella aree sgomberate, del giardino al posto della Caterina de'Medici, dell'abbattimento della struttura dell'Olmatello, dell'asilo nido che verrà aperto ad parile nell'ex-Meyer. Scherza anche, il sindaco, sulle pedonalizzazioni (la prossima amministrazione può spedonalizzare tutto, non ci sarà alcun taglio ai trasferimenti statali). parla di mobilità, di sfide vinte, di sfide da vincere. E quasi alla fine, annuncia che invierà una lettera, "aspese proprie", ai cittadini di firenze perché sappiano ciò che è stato fatto. In particolare,  "ho abbassato le tasse, ho ridotto il numero degli assessori", ripete. Rivendica di aver tagliato i costi della politica e investito su scuola e cultura. "Questo non è un programma, è un consuntivo di quanto abbiamo fatto". Infine, ringrazia tutti, la città "firenze è più importante di un sindaco", tutti si tringono attorno a lui per salutarlo. Ressa. E intanto, Dario Nardella sicuramente medita sul "compito da fare a casa" che oggi il suo sindaco gli ha consegnato. 

E mentre a Roma si scatena il toto ministri, con vari “chi scende chi sale” da parte di scommettitori e giornalisti, è interessante fare il conto dei toscani. Intanto, la ormai inseparabile Maria Elena Boschi, sale quasi al “sicuro” il nome di Riccardo Nencini, Psi, che potrebbe incontrarsi (se venisse nominato al ministero della cultura e sport) con un vecchio amico di Firenze, Eugenio Giani, già Psi, indicato come sottosegretario. Circolano anche i nomi di Andrea Proto Pisani  alla Giustizia e Lapo Pistelli che potrebbe essere il “sostituto” di Emma Bonino. Il sindaco nonché segretario del Pd Matteo Renzi ha accettato l'incarico (con riserva, come da formula) dal presidente della Repubblica Napolitano. E, oltre ad accettarlo, lancia anche una sorta di “cronoprogramma” su ciò che farà se tutto, come sembra ormai scontato, filerà liscio: “E’ fondamentale che le forze politiche di maggioranza per quanto riguarda il programma di governo e tutte le forze dell’arco costituzionale per quanto riguarda le riforme siano ben consapevoli dei prossimi passaggi.– sono le parole di Renzi –  entro il mese di febbraio compiremo un lavoro urgente sulle riforme della legge elettorale e istituzionali, subito dopo immediatamente nel mese di marzo la riforma del lavoro, in aprile la pubblica amministrazione e in maggio il fisco”.

Qualche dispiacere, nella festa generale, potrebbe venire a Renzi proprio da Firenze, dove, nonostante la reggenza di Nardella, il gruppo della “sinistra” Pd insiste: per il candidato a sindaco del partito, servono, ci vogliono, sono necessarie le primarie. Proprio oggi, nel corso dell'incontro previsto fra i segretari dei vari livelli territoriali del partito, dovrebbe essere fissata la data. E la prossima incognita da risolvere sarà: chi sfiderà Dario Nardella, reggente del capo.

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