Stamptoscana continua l'incontro con l''assessore all'urbanistica e patrimonio del Comune di Firenze Elisabetta Meucci. Al centro, il Ruc, ovvero il regolamento urbanistico approvato in giunta, che dà corpo al piano strutturale già passato in consiglio comunale, e che è già stato avviato al suo ulteriore percorso attraverso le commissioni. A questo punto, verranno presentate delle deduzioni, ci saranno le controdeduzioni e, con gli inevitabili aggiustamenti, il regolamento verrà sottoposto al consiglio indicativamente verso marzo-aprile.
“Al di là delle valutazioni sul merito – è l'incipit dell'assessore – un dato è indiscutibile, ed è che di questo Ruc ce ne fosse assoluta necessità”. Perché il ruc è, rispetto al piano strutturale, una sorta di strumento di deambulazione: vale a dire, si prende carico nel concreto della regolamentazione di tutti quei propositi che, senza il regolamento urbanistico, rimarrebbero semplici enunciazioni sul piano strutturale. Ad esempio, la questione delle aree verdi, che, unita a quella della sostenibilità, rappresenta no dei punti d'attenzione dell'amministrazione.
“Al di là dell'impostazione “madre”, vale a dire quella della rinuncia al consumo di nuovo suolo condensato nel principio “volumi zero” – spiega Meucci – questo regolamento ha individuato delle aree, “ambiti ecologici”, che sono stati riconquistati. Quaranta aree verdi già destinate sono state individuate per metterle in continuità fra loro, alcune di queste sono già nel piano investimenti”. Insomma, pare di capire che l'idea sia quella di creare una sorta di cintura senza soluzione di continuità che permetta di passare da una zona verde all'altra, per permettere l'attuazione dell'enunciato del sindaco, che a suo tempo “promise” ai fiorentini “il verde a dieci minuti da casa”.
“In questo regolamento abbiamo previsto anche un principio molto importante – continua l'assessore – gli interventi sulle dotazioni ecologiche sono equiparati agli standard urbanistici, in modo da consentire, qualora dovesse essere attivata la monetizzazione, di dirottare le risorse al potenziamento della dotazione ecologica individuata nel Ruc”. Insomma, niente va perso: qualora ci fosse la necessità di andare a “monetizzare” una dotazione ecologica, le risorse andranno a rinforzare comunque le aree verdi previste dal regolamento. Un modo per innestare un circolo virtuoso in cui le risorse del verde tornano al verde. E, parlando della continuità, l'assessore sottolinea un principio, quello dell'accessibilità per tutti i cittadini alle aree verdi. Del resto, ecco qualche numero: Le aree cosiddette per servizi, dove realizzare strade piste ciclabili, parcheggi, impianti sportivi, verde pubblico e altri servizi pubblici, sono 111, con il risultato di quasi 40 mq ad abitante per le dotazioni di servizi collettivi (verde pubblico, parcheggi, servizi sanitari, scolastici, ricreativi etc). Una percentuale che risulta più del doppio di quanto previsto dalle norme nazionali. Va aggiunto che il ruc propone di dedicare il 20% degli oneri di urbanizzazione primaria alla riqualificazione della rete.
Un altro capitolo strettamente correlato è quello della riqualificazione energetica. Da questo punto di vista, la riqualificazione di un edificio dal punto di vista energetico fa scattare un incentivo, se la struttura “aumenta2 l qualità energetica di due classi. Una norma che acquista particolare importanza come sottolinea l'assessore, per quanto rgiuarda i capannoni industriali, per i quali può essere utile l'ampliamento del Sul (superficie utile): se aumentano la qualità energetica della struttura, aumenta la superficie. Ovviamente, l'incremento di superficie è ammesso all'interno della sagoma esistente.