Firenze – Crescono i ricorsi al Tar della Toscana nel 2014 (+17%) rispetto al decennio precedente, a fronte di un organico di magistrati al di sotto del numero spettante, fa sapere il Tar della Toscana all’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Il problema dell’organico – denuncia Armando Pozzi nuovo presidente del Tar della Toscana – è generale, in quanto è un effetto del decreto legge Madia che ha riportato l’età pensionabile dei magistrati a 70 anni”. La conclusione dei ricorsi è legata in gran parte, ha spiegato il magistrato Mauirizio Nicolosi, agli esiti della collaborazione degli avvocati”.
Il Tar della Toscana chiede un incremento del 10% del numero dei magistrati: circa 50 unità. “Il raggiungimento dell’obiettivo di una rapida definizione del maggior numero di ricorsi, che l’attuale situazione dell’organico, ferma ancora a 12 magistrati (rispetto ai 17 di spettanza) escluso il presidente, dipende in gran parte dalla collaborazione degli avvocati, mediante la tempestiva (ossia anteriore alla scadenza dei termini per gli avvisi di udienza) segnalazione di casi di connessione, cessazione della materia del contendere, di carenza di interesse o anche di semplice rinvio nel caso che le ragioni che la richiedano siano gia sussistenti”. E’ quanto si legge nella relazione letta oggi dal magistrato Maurizio Nicolosi, facente funzione di presidente del Tar della Toscana prima dell’arrivo di Armando Pozzi, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Nicolosi lancia un allarme sul “vistoso incremento di ricorsi di ottemperanza provocato in gran parte dal mancato pagamento degli indennizzi liquidati dal giudice ordinario per l’eccessiva durata del processo come previsto dalla legge Pinto sulla durata ragionevole del processo e l’equa riparazione (legge 24.03.2001 n° 89, modificata con due decreti legislativi, l’uno nel giugno 2012, l’altro nell’aprile 2013).
Nell’anno 2014 lo Stato ha dovuto sostenere diversi milioni, spiega la nota, per indennizzi dovuti al ritardo nelle decisioni assunte dal giudice amministrativo, per cui non dovrebbe risultare improponibile la proposta di un aumento di organico del 10% (circa 50 nuovi magistrati), sufficiente a fronteggiare il numero dei nuovi ricorsi depositati annualmente se si tiene conto che l’aggravio di bilancio che ne deriverebbe sarebbe inferiore al costo degli indennizzi pagati in base alla legge Pinto
“Il problema dell’organico è un problema che affligge tutta la giustizia amministrativa, soprattutto per effetto del decreto legge n. 90 del2014 – ha detto Armando Pozzi, nuovo presidente del Tar della Toscana -, il quale ha riportato l’età pensionabile dei magistrati a 70 anni. Ciò che determinerà entro quest’anno uno svuotamento consistente delle piante organiche della magistratura amministrativa, cosi come della magistratura ordinaria e delle altre magistrature”. “La sottostima dell’organico del Tar- ha proseguito- e l’effetto inevitabile anche di queste misure. Cercheremo di rimboccarci le maniche, cercheremo di fare al meglio, facendo qualche sacrificio. E cercheremo di abbattere ulteriormente l’organico, che non è drammatico in Toscana, ma certo non e neanche irrisorio, perche 7.000 ricorsi pendenti non sono neanche pochi”.
I dati presentati
Alla fine del 2014 erano 7mila i ricorsi pendenti presso il giudice amministrativo regionale, contro i 7mila 700 del 2013 e gli 8mila 300 del 2012. Un taglio del 16% nell’arco di due anni. Non tende ad arrestarsi il numero dei ricorsi in materia edilizia, che restano stabili a 509. Analogo discorso per l’urbanistica, la cui litigiosità ha conosciuto solo una leggerissima flessione: da 68 a 67 ricorsi nel 2014 e per la pubblica sicurezza, con 117 ricorsi contro i 115 di dodici mesi prima. In decisa crescita, invece, sono i ricorsi introitati nel 2014: ben 255 a fronte dei 196 del 2013. Reggono, inoltre, gli impianti delle sentenze cautelari. Su quelle pronunciate nel 2014 (663) solo 61 sono state appellate e solo 15 riformate (pari all’1,8% delle ordinanze complessive emesse). E’ quanto emerge dalla relazione del presidente di sezione Maurizio Nicolosi.
“Le decisioni pronunciate in attuazione del programma di smaltimento dell’arretrato, hanno registrato, a organico invariato – scrive il presidente-, una maggiore produttività rispetto al 2013. Anche per quanto riguarda il procedimento cautelare, si registra un numero di ordinanze maggiore rispetto al 2013″. Il numero dei ricorsi definiti- a quanto si legge nel testo di Nicolosi- e stato di 2.800, superiore a quelli pervenuti nell’anno. Il rapporto percentuale, in merito, e stato del 131%. Nell’anno trascorso sono stati definiti circa il 33% dei ricorsi radicati nel 2014, il 52% nel 2013 ed il 52% di quelli del 2012″.