Economia: Parigi, visita al più grande mercato del mondo

Parigi – Con oltre cinque milioni di visitatori all’anno – curiosi di tutto il mondo alla ricerca di un “affare” – il marché aux puces che si estende dalla porta di Clignancourt  a quella di Saint-Ouen può ben vantarsi di essere il mercato più esteso e frequentato al mondo.

Un maxi mercato, quello parigino, che spazia su 7 ettari divisi tra 1.500 commercianti e genera un fatturato stimato a oltre 400 milioni di euro. Tutto è cominciato, ricorda il mensile on line “Capital”, oltre un secolo fa, alla fine del XIX secolo quando straccivendoli e brocanteurs si erano riuniti a Saint-Ouen,  cioè al di fuori delle mura della città, per sfuggire al fisco.  La nascita ufficiale delle Puces di Saint Ouen risale al 1885 quando già attorno  alla vendita di oggetti recuperati in città si  era creata una vera e propria filiera di riciclaggio.

Da allora le Puces si sono profondamente trasformate per diventare un conglomerato che riunisce  quindici mercati distinti che si sono venuti a creare via a seconda delle opportunità e delle mode.  Come rileva il giornale, il  mercato cambia con i tempi e ormai si è  “imborghesito” con  la gente non più alla ricerca di un pezzo “recuperato” , a buon prezzo, quanto un oggetto insolito, un abito vintage o pezzi di antiquariato in auge al momento.

Attualmente è il design degli anni 1950-90 ad andare per la maggiore,  soprattutto i mobili “funzionali” degli anni cinquanta dati via per un pezzo di pane e ora venduti a carissimo prezzo.   A perpetuare l’antica tradizione di vendita di ferraglia cui ora si è aggiunta quella di “scarti” di apparecchi informatici sono romeni e siriani che  si sono istallati sotto i ponti del péripherique , ai margini del mercato.

Poco discosto vi sono ricercatissime boutiques, come “Le Passage”,  diventato un prezioso indirizzo per il mondo del cinema, grazie alla sua collezione di vestiti d’epoca e “Aux Merveilles de Babellou” che attira turiste da tutto il mondo con la sua selezione di abiti di grandi sarti .  Vestiti, accessori, mobili, porcellane, libri, dischi, antichi giocattoli si dividono lo spazio assieme a una trentina di artigiani (restauratori, impagliatori ..) tra  guinguettes  e ormai anche ristoranti di lusso come quello disegnato da Philippe Stark, in una babele di lingue. La vita del “pucier”  si divide tra la caccia a Parigi, e non solo, di merce da rivendere durante la settimana e le giornate di mercato durante il week end.

“L’economia del recupero e dello sviluppo durevole, siamo noi che l’abbiamo inventata e non da ieri”  si è vantato con “Capital”  il presidente delle Puces, Hugues Cornière, assai soddisfatto dell’andamento degli affari in questo tempio delle antichità e dell’usato.  Che, con il suo successo, fa ormai quasi concorrenza, per numero di visitatori, al Louvre  e alla Tour Eiffel.

 

foto: www.coze.fr

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