Giorno dedicato alle vittime della mafia con i ritratti di Paoletti

Prato – Dopo Firenze e Pistoia anche  Prato ospita dal  21 marzo e in contemporanea in tutta Italia, fino al 1 di maggio, al Museo del Tessuto, in occasione della XXI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la monumentale mostra di Gerardo Paoletti “La mafia siamo  noi”: 92 ritratti interattivi di vittime di mafia e di mafiosi, disposti in fila secondo l’ordine cronologico che va dal primo omicidio a Ficuzza del tenente colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, uomo di fiducia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso insieme all’insegnante Filippo Costa, scomodo testimone, nell’agosto del 1977, fino alle stragi di via dei  Georgofili a Firenze e via Palestro a Milano nel 1993.

Un evento nell’ambito del progetto “Memorie di Mafia” in  collaborazione con la Regione Toscana, il Comune di Prato, Libera, Fondazione Caponnetto, Coop.Firenze, associazione Vivarte, e Centro  Studi Ricerche Espressive, per aiutare le nuove generazioni a comprendere quanto sia importante la memoria di quegli uomini,  donne e bambini che pagarono con la vita il loro fermo no alla violenza, al sopruso e al ricatto.

I giganteschi ritratti si propongono a chi li guarda, in doppia fila su entrambi i lati di “un corridoio cassa”: i mafiosi accanto alle vittime per gli omicidi dei quali  sono stati condannati: il supporto è formato da sezioni di cotone cucito, in alcuni casi a rilievo, per accentuare l’espressione del personaggio, mentre l’audio assume una fondamentale importanza, soprattutto laddove si è riuscito a ricomporre l’originale e ad inserirlo nel movimento labiale (sillaba-sillaba), quasi un dialogo “surreale tra caduti e carnefici.

Tutti i personaggi sono ritratti unici, disegnati e dipinti partendo dalla loro più nota immagine fotografica, perché sia più facile, laddove vittime, ricordarne il sacrificio come espressione di monito e denuncia, laddove,invece, esecutori di morte, riflessione e rifiuto della cultura della sopraffazione, per riaffermare i princìpi inviolabili della libertà e della coscienza civile.

La mostra, inaugurata oggi 21 marzo alle 17 presso la struttura del Polo Campolmi, è aperta al pubblico dal martedì al sabato dalle ore 16 alle 19, ed è rivolta in special modo alle scolaresche delle scuole medie inferiori e superiori, perché più sensibili al richiamo della non violenza e dell’illegalità , affinché colgano l’occasione di una riflessione condivisa e solidale per riaffermare la libertà dal sopruso mafioso, a favore di una cultura della pace e del diritto, anche se vale la pena rammentare che “la memoria “non è solo compito della scuola ma di tutti coloro che producono cultura.

A questo proposito ricordiamo le parole rilasciate in un’intervista a Raitre,del magistrato caduto in un’attentato mafioso il 23 maggio del 1992, Giovanni Falcone: ” La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni “. E quelle del suo amico Paolo Borsellino, ucciso due mesi dopo in via D’Amelio: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

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