Parigi – Non è certo stata una sorpresa per Hind Frahi che Molenbeek finisse agli onori della cronaca come una dei centri più attivi d’Europa dell’Islam radicale: la giornalista belga aveva già tirato il campanello d’allarme dieci anni fa ma nessuno le aveva creduto. La sua denuncia, frutto di due mesi di “immersione” totale nel quartiere brussellese, non era stata presa sul serio “né dal sindaco dell’epoca, né dai politici, né dai servizi di polizia .. tutti dicevano che esageravo” ricorda Hind Frahi dolendosi che sia stata persa “un’occasione di capire cosa stava accadendo”. “Non abbiamo voluto aprire gli occhi” ha dichiarato al quotidiano “Le Parisien” rammaricandosi del “costo di tanta cecità”.
Ora il suo libro “En immersion à Molenbeek” (ed. La Différence) torna in libreria , 10 anni dopo la sua uscita. Ci sono voluti gli attentati di Parigi che hanno portato Molenbeek alla ribalta come base degli attacchi del dicembre scorso, perché il suo lavoro fosse finalmente apprezzato al suo giusto valore.
La giornalista belga di origine marocchina aveva infatti già capito nel 2006 cosa si stesse preparando in quel quartiere popolare e multiculturale di Bruxelles , dove sono cresciuti o hanno vissuto molti terroristi islamici. Perciò non si è stupita quando le piste degli attentati al Bataclan hanno portato a Molenbeek anche perché, ha spiegato, vi erano stati altri precedenti legati a quel quartiere, come gli attentati di Madrid nel 2004, l’attacco al museo ebraico di Bruxelles nel 2014 e quello sul treno Thalys nel 2015. “Sono stata però sorpresa dall’ampiezza degli attacchi” ha detto al giornale parigino.
La giornalista ha anche constatato come in questi dieci anni molte cose siano cambiate: se prima i libri che predicavano l’islam radicale erano in bella mostra in libreria, si potevano ascoltare prediche estremiste e i giovani venivano reclutati per strada o nel metro, ora “tutto è più nascosto e virtuale” rendendo cosi` più difficile individuare le persone a rischio. Che non sono più, come allora, soltanto giovani senza arte né parte, ma anche diplomati e con un impiego. 10 anni fa inoltre il jihad attirava adepti in nome della Palestina, Irak e Afghanistan mentre ora il richiamo è legato alla Libia o alla Siria, sempre pero` in nome “dell’indifferenza del mondo per le sofferenze di quei paesi”.
Foto: it.euronews.com
Molenbeek a Bruxelles