Firenze – Corteo degli autotrasportatori, stamattina, a Calenzano. Un fiume piena, adesione stimata, oltre il 90% . Secondo riuscitissimo step dello sciopero degli autotrasportatori, che oggi, a seguito della prima “mossa” di venerdì, che aveva impegnato la distribuzione carburanti, ha fatto incrociare le braccia a facchini, corrieri, autisti. E domani, martedì 31 ottobre, terza “mossa”. Un’agitazione che parte da Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti e riguarda il rinnovo del Contratto nazionale. La terza “mossa” vedrà l’agitazione a Firenze, con un presidio sul Ponte alle Grazie alle 11,30. Iniziative di protesta verranno messe in atto anche nel pisano e a Livorno.
Tre giorni di sciopero che mettono in piazza circa 50mila addetti, una delle mobilitazioni più grosse mai avvenute nel settore, in Toscana. La battaglia è contro le “inaccettabili proposte” delle associazioni datoriali ai sindacati nel tavolo di trattativa sul rinnovo del Contratto nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. Ed ecco alcuni dei punti che i lavoratori qualificano come inaccettabil: eliminazione della quattordicesima, riduzione delle giornate di riposo, blocco degli scatti di anzianità,il taglio del 50% sulle indennità di trasferta, permessi, festività e Rol. “Il rinnovo di un contratto di lavoro non può essere raggiunto a detrimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, è la ferma opinione di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti.
Come si è giunti a questo muro contro muro, lo spiegano i sindacati. “Sono trascorsi circa due anni dall’inizio delle trattative per il rinnovo del Contratto Nazionale “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”. La discussione, iniziata nel settembre 2015, evidenziava da subito uno scenario complicato ed in forte cambiamento con posizioni ben definite tra i portatori di interessi, da una parte le associazioni datoriali divise al loro interno nei tre settori di appartenenza (cooperazione, autotrasporto, spedizioni e corrierato) dall’altra i sindacati con l’obiettivo di tenere unita la filiera della logistica per scongiurare la frammentazione del settore ed evitare l’ inasprimento del conflitto tra i lavoratori più deboli aumentando il dumping contrattuale”.
La trattativa, sebbene si presentasse complessa fin dal suo avvio, procedeva con “avanzamenti” fino a settembre 2017. Insomma la situazione, fino alla ripresa delle trattative dopo l’estate, sembrava quasi sul punto di concludersi. Lo scoglio su cui era destinata a incagliarsi però emergeva alla richiesta di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti “di adeguamenti retributivi congrui e garanzie di continuità lavorativa nei cambi appalto – autentica spina nel fianco dei lavoratori della logistica”, punto su cui si è consumata la rotture. “Riteniamo inaccettabile la proposta di introduzione di ulteriori elementi di flessibilità, organizzativa e salariale, all’interno del Contratto nazionale”.
