Firenze – Valerio Massimo Manfredi torna in libreria con Quinto comandamento (Arnoldo Mondadori Editore) un romanzo emozionante dal ritmo incalzante, liberamente ispirato a una storia vera che si snoda su due piani temporali e che ha per protagonista una straordinaria figura di prete al comando di un gruppo di guerriglieri che si battono per gli ultimi della terra e contro la distruzione dell’ambiente.
La vicenda inizia nel febbraio 2004 quando un uomo (Jean Lautrec) fa irruzione in un ospedale di Imola e si precipita al capezzale di un sacerdote, padre Marco Giraldi, che nel combattere la causa dei deboli è riuscito a sfuggire ai sicari assoldati dalle multinazionali contro cui si è messo per fermare la distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli. Ma giace nel letto, avvelenato e tenuto in vita dalle macchine.
Jean Lautrec a denti stretti ringhia: “Cosa ti hanno fatto, comandante?”. Lo aveva conosciuto molti anni prima in Congo, all’inizio degli anni ’60 proprio mentre il paese era in preda alla guerra civile.
Padre Marco per difendere le popolazioni in quel paese in preda al caos di un odio e di una violenza feroce che non risparmia né vecchi, né donne, né bambini aveva avuto bisogno di una squadra e tra composta da professionisti in disarmo, da giovani ansiosi di avventura, da relitti umani, aveva trovato degli eroi, tutti con una storia.
Era nato Quinto Commando: guerrieri, mercenari, tra cui Kazianoff, un medico russo alcolizzato ex Spetsnaz, Louis, un prete vallone rinnegato per amore, Rugenge, il leopardo nero, giovane cacciatore congolese dalla mira micidiale, lo stesso Jean Lautrec imbattibile con il mitra, tutti agli ordini di padre Marco, il Templare di fine millennio.
Poi la missione di padre Marco si era spostata Amazzonia.. fino a tornare a quel drammatico 2004. Abbiamo intervistato il noto scrittore e archeologo su alcuni aspetti che intendono chiarire la genesi di questo romanzo.
Quinto comandamento prende spunto da una storia vera… come è nata l’idea di questo romanzo ?
Manfredi Quando ho incontrato il protagonista di questa vicenda, tre anni fa.. Eravamo tutti e due invitati al premio Scanno: io per la letteratura e lui per l’ambiente per la sua strenua battaglia contro la devastazione della foresta amazzonica. Abbiamo parlato a lungo insieme e quando lui ha accennato ai suoi mercenari ho capito che c’era una situazione molto particolare e una storia molto potente.
Un romanzo per molti versi epico che fa riferimento a problemi di grande attualità come la tutela dell’ambiente.
Manfredi Ho pensato che il registro epico fosse il più adatto per una vicenda così intensa e avventurosa, con personaggi così impressionanti e pieni di forza e di carattere. La lotta per la salvezza dell’ambiente si mostra nelle prime pagine del romanzo ma il protagonista, trasferito in Amazzonia dopo aver combattuto in Congo vi dedicò molti anni di durissimo lavoro rischiando più volte la vita.
La storia s’intreccia con vicende tragiche come le guerre civili in Africa…
Manfredi Come ha detto lei stesso, questa mia opera è un romanzo, ossia una narrazione di tipo epico e passionale, non è un saggio nè un reportage giornalistico, L’ambientazione però è impeccabile e ho avuto la fortuna di avere al mio fianco il protagonista di questa spettacolare avventura per cui tutti gli eventi narrati sono sostanzialmente autentici. I media in effetti si occupano solo di ciò che ha a che vedere con eventi che coinvolgono il loro ambiente politico, sociale ed economico: Del resto, di solito, si occupano assai poco. La guerra civile in Congo è ancora in atto e nessuno si è mai intromesso. Il Congo è enorme, la Palestina è piccolissima eppure del primo nessuno si occupa, della seconda c’è sempre copertura.
Nel romanzo anche un personaggio di grande spessore ma dimenticato: Patrice Lumunba,,
Manfredi Patrice Lumumba era presente al convegno di Bruxelles dove si era deciso l’ordinamento politico e l’assetto economico del Congo dopo la sua Indipendenza che non fu mai messo in essere. E fu eletto democraticamente come primo ministro. Tentò di porre fine alla secessione del Katanga, la parte più ricca del Congo ma non vi riuscì, né vi riuscirono le nazioni unite. Fu sequestrato da mercenari katanghsi e masscrato. Il suo corpo fatto a pezzi e dissolto nell’acido.
Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore. Ha percorso intensa carriera accademica: dalla Cattolica di Milano all’Università di Venezia (1987) alla Loyola University of Chicago, all’Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona di Parigi e alla Bocconi di Milano.
Tra gli anni Settanta e gli Ottanta ha progettato e condotto le spedizioni Anabasi per la ricostruzione sul campo dell’itinerario della ritirata dei Diecimila, ma sono numerose le sue partecipazioni a campagne di scavo: ha pubblicato numerosi articoli e saggi in sede accademica e ha scritto romanzi di grande successo, tradotti in tutto il mondo (per un totale di circa dodici milioni di copie vendute a livello internazionale).
Moltissimi i premi e riconoscimenti ricevuti. È autore anche di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione. Ha condotto con successo programmi Tv come Stargate – linea di confine e Impero.
Foto: Valerio Massimo Manfredi (Wikipedia)
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