Firenze – Parole chiave: tessitura degli spazi, intelaiature, progetti pedagogici, luogo d’ozio. Nelle espressioni ad alto contenuto concettuale di Virgilio Sieni prende forma la seconda stagione estiva della Palazzina Indiano Arte il progetto partito l’anno scorso con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze come una sfida e diventato progressivamente un luogo dove si va “anche solo semplicemente per stare a sedere a prendere un caffè”.
Così sabato riparte quel fermento di idee e azioni, di danza e musica, di creazione e di riflessione che hanno fatto di un “non luogo” dimenticato, la palazzina costruita alla confluenza di Arno e Mugnone dove furono sparse le ceneri di un principe indiano, un centro di riferimento del rapporto corpo e ambiente e in generale degli umori, le aspirazioni e le fantasie di un territorio alla confluenza di periferie antiche e nuove.
“Pia – dice il coreografo fiorentino – è diventata un modello che fa riflettere su come trattare i parchi non solo a Firenze ma in tutte le città”. Si parte sabato 4 maggio con “il Ballo al tramonto, invenzioni di gesti per una nuova città”, aperto a tutti i cittadini sotto la guida sapiente di Sieni “nel punto cruciale e terminale del Parco delle Cascine, dove la città si affaccia sul fiume, sui prati, sulle piante, così come sulle periferie nate intorno ai borghi storici”.
Si finisce il 22 settembre con un laboratorio di danza e un concerto della violoncellista Naomi Berrill sotto il titolo “A piedi nudi”, che potrebbe essere il titolo di tutta la rassegna, visto quanto di conoscenza in più nel fisico e nello spirito si acquisisce – dice Sieni – danzando a piedi nudi come Isadora Duncan.
Nei quattro mesi della stagione tante stazioni (esposizioni, installazioni, lezioni sul gesto, performance, ascolti, pratiche, esperienze della natura) molte delle quali dedicate ai bambini e ai ragazzi come “la casina d’oro sull’Arno”: due minuscole casette realizzate dagli artigiani dell’Isolotto, luoghi fiabeschi nei quali giocare e riflettere. O “la città ideale” performance nella quale i bambini realizzano e interpretano una coreografia sulla loro idea di città.
Pia è uno spazio creativo e residenza per artisti, pronto ad accogliere ogni persona che voglia farne parte per attraversare esperienze rivolte ai linguaggi del corpo e tessere legami inaspettati fra danzatori, cittadini, ricercatori, studenti, artisti, botanici, amatori e pubblico. La raccomandazione di Sieni è dunque quella di fermarsi e”intrufolarsi”: riscoprire il momento in cui si accetta e non si rinvia il piacere di essere coinvolti.
Come “luogo d’ozio” PIA accoglie al piano terreno un ristoro-caffetteria con cibi vegetariani e vegani, una libreria specializzata sulla natura e i viaggi a cura di Tatatà e uno spazio per le pratiche sul gesto; al piano superiore si apre un’ampia terrazza sulla quale si affacciano due ambienti dedicati a esposizioni d’arte, pratiche e incontri.
Foto: Virgilio Sieni