Condanna a Mimmo Lucano, scatta raccolta firme e presidio di solidarietà

Firenze – Esplode il caso Mimmo Lucano, dopo la notizia della sua condanna a 13 anni e due mesi di reclusione da parte del Tribunale di Locri, che ha quasi raddoppiato la pena di 7 anni e 11 mesi richiesta dal pubblico ministero. Le accuse rivolte all’ex sindaco di Riace, che aveva messo in piedi un modello di integrazione ritenuto di guida a livello europeo, erano associazione per delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Inoltre, l’ex sindaco dovrà restituire i 500mila euro avuti da Comunità europea e governo.

Fra le varie attestazioni di solidarietà, giunge quella dell’ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che lancia un appello dalla sua pagina Facebook: “Mimmo Lucano è stato condannato ad una pena pesantissima di 13 anni. Io voglio esprimergli solidarietà e stima per quello che ha fatto a Riace per l’accoglienza dei migranti Sono stato là, e ho potuto verificare la bontà di quel modello di accoglienza. Se Mimmo avesse potuto potuto fare anche errori amministrativi sono sicuro che era in buona fede. Il mio maestro, un operaio comunista della Piaggio di Pontedera, il giorno che lo sostituii nella carica di Vicesindaco in Comune, mi disse: “potrai fare anche sbagli ma l’importante è che non ti resti mai nulla attaccato alle mani”. Questa distinzione per chi fa politica è a mio avviso ancora fondamentale. Sono convinto che Mimmo ha le mani pulite e che è stato mosso dalla sua generosità e da profonde ragioni ideali.Noi dobbiamo organizzarci per aiutarlo nelle spese legali”.

Mentre una petizione in solidarietà a Lucano corre su change.org (Mimmo Lucano colpevole … di solidarietà), appena lanciata ha raggiunto in pochi minuti 1630 firme e cresce a vista d’occhio, prende posizione il costituzionalista Massimo Villone, a nome della presidenza del Comitato per la democrazia costituzionale.

“La condanna ad oltre tredici anni di carcere inflitta dal Tribunale di Locri all’ex sindaco di Riace Domenico Lucano rappresenta una pagina nera nella storia della Repubblica.  Con questa condanna, che inasprisce persino le richieste del Pubblico Ministero, viene criminalizzata un’esperienza di solidarietà umana, di accoglienza, di integrazione culturale che ha costituito un esempio ed un modello apprezzato in tutto il mondo – si legge nella nota – il Tribunale ha obiettivamente trasformato eventuali irregolarità amministrative e contabili in una condotta criminale e lucrativa, quando è a tutti evidente la finalizzazione a favore degli ultimi di ogni attività del sindaco Lucano e la finalità altruistica del suo agire.

 In questo modo, attraverso un percorso tortuoso è stato introdotto nell’ordinamento un inconcepibile reato di solidarietà. La solidarietà è uno dei fondamenti della Repubblica e non può essere criminalizzata, tantomeno dai giudici che sono i guardiani della Costituzione.

Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà umana e politica a Domenico Lucano, confidando che la macchina giudiziaria saprà correggere i suoi errori”.

Intanto, dal gruppo di Fratelli d’Italia giunge la richiesta di togliere il riconoscimento attribuito nel 2018 dal sindaco Nardella “Una vita per la pace” per il modello di accoglienza messo in atto nel suo paese. “Di fronte a questa dura condanna del tribunale di Locri, il primo cittadino abbia almeno il coraggio di ammettere di essersi sbagliato e revochi immediatamente l’onorificenza. Il business dell’immigrazione clandestina va fermato subito imponendo il blocco navale”, scrivono Alessandro Draghi e Francesco Torselli, mentre “in attesa di conoscere le motivazioni” della sentenza, i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi comunicano la loro solidarietà all’ex sindaco di Riace.

Un appello a partecipare a un presidio di solidarietà in favore di Mimmo Lucano è stato diffuso in rete per venerdì 1 ottobre, alle 18.30, in piazza San Giovanni a Firenze.

 

 

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