Firenze – “Son venuti di notte….”, “Noi si cambia casa”. Sono queste le considerazioni dei cittadini, all’abbattimento notturno dei primi sei pini in viale Redi, con i residenti, molti rispetto all’ora, da mezzanotte alle due e mezza, d’agosto nel periodo di ferie, ad assistere. Sono 52, nel bilancio finale, i pini che verranno abbattuti nell’aiuola spartitraffico di viale Redi. Inutili la raccolta firme dei cittadin contrari all’abbattimento, e anche le osservazioni tecniche inviate da mesi all’amministrazione da Italia Nostra. A rimpiazzare i pini buttati giù, 106 ginkgo biloba che fra trent’anni daranno gli stessi benefici delle piante abbattute. Trent’anni, vale a dire, una vita per molti dei ragazzi che forse potrebbero goderne. Forse, perché molte famiglie, paventando i cambiamenti climatici che quest’anno hanno dato il segnale dei circa 40 gradi sfiorati fra luglio e agosto, stanno seriamente pensando come levarci i piedi. “Il paradosso è evidente – dice il docente Mario Bencivenni di Italia Nostra – abbiamo una giunta che parla di transizione verde, di isole di calore, e poi in pieno agosto, si abbattono pini sani, senza nessun tipo di giustificazione, una “mattanza” che, dati alla mano, abbiamo dimostrato quanto sia inutile, costosa e quanto aggravi la situazione sanitaria sia rispetto all’innalzamento di calore che all’inquinamento, e nasce da una situazione che non è assolutamente addebitabile alle radici degli alberi”. Ad assistere all’operazione, oltre al gruppo di cittadini, il consigliere di quartiere di Sinistra Progetto Comune Francesco Torrigiani, Mario Bencivenni di Italia Nostra e la tecnica comunale a capo del progetto Cecilia Cantini. Fra le motivazioni addotti dall’amministrazione, il sollevamento del manto stradale dovuto alle radici dei pini, il rifacimento del look della strada, e il disagio che i pini comportano sui tombini della strada stessa. Il raccordo fra tombini e rete centrale della fognatura si risolve, secondo Italia Nostra, con altri metodi, non certo con gli abbattimenti, dal momento che i tombini sono posti nell’aiuola a 5 metri fra un pino e l’altro.
Tirando le fila: gli abbattimenti andranno avanti, con cantieri notturni, mentre i residenti non si danno per vinti. Si profilano infatti presidi e possibili azioni legali.
Sulla questione, giunge una nota del gruppo consiliare comunale Spc: “Nessun ripensamento su questo aspetto del progetto, nonostante l’assemblea pubblica di alcune settimane fa avesse fatto registrare numerosi interventi contrari, di comitati e cittadinanza. A niente sono valse le lettere di Italia Nostra al Sindaco, le firme raccolte e depositate spontaneamente in poche ore, le richieste – anche del nostro gruppo consiliare – di riprendere il tema in un confronto che non ignorasse chi ha a cuore gli alberi della nostra città.
È stato riconosciuto che il motivo per cui si procede al taglio non è legato al pericolo delle piante. Inoltre proprio in questi giorni è emerso quanto sia importante rivoluzionare il rapporto tra tessuto urbano e verde per contrastare i cambiamenti climatici e limitare i danni sempre più frequenti degli effetti di forti precipitazioni (per non parlare delle isole di calore). La questione politica sul metodo e sul merito di questo progetto indebolisce le istituzioni ed esaspera la cittadinanza. Avviene inoltre in un mese in cui i consigli e le commissioni, del Comune e dei Quartieri, sono sospesi. Un modo di agire dannoso per chiunque abbia a cuore la città”.