Brotini (Cgil): “Pd partito di centro perché centrista il suo elettorato”

Firenze – Riceviamo e pubblichiamo da Maurizio Brotini, segretario regionale della Cgil: 

“E’ di ieri la pubblicazione da parte di un quotidiano nazionale dei risultati di una ricerca del Max Planck Institute sull’elettorato Pd. Emerge come la domanda politica canalizzata dal Pd sia progressista sui temi civili,  centrista e moderata su quelli sociali.

Il suo corpo elettorale è composto in gran parte da dirigenti d’azienda, imprenditori, dipendenti statali o impiegati con un contratto a tempo indeterminato, pensionati, insegnanti.
Persone che possono costruire le loro vite sulla certezza di un reddito sicuro.
Precari, disoccupati, classe operaia guardano altrove o addirittura si rifugiano nell’astensionismo.
Però soggetti come pensionati da lavoro dipendente, dipendenti statali e/o pubblici, insegnanti e segmento “alto” di lavoro operaio e/o dipendente sono fondamentali per un blocco sociale del Lavoro che voglia avere ambizioni egemoniche e una rappresentanza politico-istituzionale a due cifre che rompa il bipolarismo destra xenofoba Vs centro liberale progressista sui diritti civili.
Non ci è sufficiente la giusta doverosa ed impellente rappresentanza degli ultimi e penultimi del mondo del Lavoro e della società.
Reddito di cittadinanza universale e salario minimo orario debbono andare di pari passo a politiche industriali ed energetiche che contrastino la terziarizzazione debole e la rendita come traiettoria che le classi dominanti hanno assegnato al nostro Paese.
I salari medi da fame vanno di pari passo con la collocazione del sistema paese nella divisione internazionale del lavoro.
Questo quadro interroga anche la Cgil, perché quel tipo di rappresentanza la frattura al proprio interno in maniera regressiva e sostanzialmente subalterna al quadro politico esistente.
Venuto meno uno (o due) partiti di riferimento come ai tempi del PCI e del PSI e consumato per mano di Renzi e scelta di Letta il campo largo del Conte 2 una riflessione (e soprattutto azione) nel rapporto Sindacato e politica si imporrebbe.
Ci sarebbe giusto un Congresso per farlo”.
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