Viale Redi, Spc: “Perchè l’amministrazione non risponde a Italia Nostra?”

Firenze –  Dopo svariate settimane di polemiche, assemblea pubblica, discussioni in Commissione, ben due lettere di Italia Nostra che alzano dubbi pesanti sull’abbattimento dei 52 pini di viale Redi, 300 firme contrarie dei cittadini, la questione giunge nelle mani della politica e Sinistra Progetto Comune diffonde una nota che, in buona sostanza, ruota intorno a un quesito di fondo: perché l’amministrazione non risponde alle eccezioni di salute pubblica e adeguatezza del progetto, sollevate dall’associazione ambientalista? Senza contare che, come emerso dall’assemblea pubblica che si è tenuta il 19 luglio scorso alla presenza degli assessori Andrea Giorgio e Stefano Giorgetti,  l’abbattimento vede la contrarietà di un vasto movimento dei residenti, prova ne sia che la petizione per sospendere le ruspe e le motoseghe è giunta a 300 firme in pochi giorni.

Il progetto, come noto, riguarda la mezzeria alberata di viale Redi, da cui si prevede una rimozione massiva di tutti i pini, 52, classificati in categoria C (quindi non certo di abbattimento urgente), abbattimento sostanzialmente causato da ““ alcune criticità molto segnalate dai cittadini sia a livello di pavimentazione e quindi di sicurezza stradale che di smaltimento delle acque meteoriche”. Al posto dei pini verrebbero piantati gingko biloba, che, per raggiungere l’impatto ambientale positivo, dovrebbero raggiungere, visti i tempi di accrescimento della specie, svariate decine di anni. Il tutto per un costo previsto molto alto. La popolazione è nettamente contraria. La richiesta di Italia Nostra, reiterata nella seconda lettera, che riporta le motivazioni critiche tecniche e procedurali, è, oltre alla sospensione del progetto di abbattimento, la valutazione di proposte alternative.   Richieste già avanzate con un prima lettera del 13 luglio scorso, e reiterate con la seconda lettera, ma  cui ancora non è stata fornita risposta. Fra interventi e schede tecnico-scientifiche, nella seconda lettera l’associazione ha anche allegato il documento elaborato “per valutare i danni ecosistemici prodotti con gli abbattimenti delle alberature cittadine relativi al periodo 2014-2019, già presentato e depositato ufficialmente nel corso dell’audizione avuta alla Commissione Consiliare 6 in data 9 novembre 2019 e ancora le slide dell’intervento “Epidemiologia e alberi” del Professor Annibale Biggeri al convegno nazionale sulle alberature urbane organizzato da Italia Nostra a Firenze il 2 dicembre 2017”. Le richieste, sempre le stesse: sospendere l’attuazione del progetto annunciato e aprire un “tavolo tecnico di confronto aperto ai cittadini e alle associazioni come la nostra portatrici di interessi collettivi e che attraverso un vero dibattito pubblico verifichi i contenuti del progetto che si vuole realizzare e le eventuali soluzioni alternative”. con un forte richiamo alla legge sulla partecipazione della Regione Toscana e del Comune di Firenze.

Sulla questione, i consiglieri di Spc del Q1 Francesco Torrigiani e Giorgio Ridolfi, con i consiglieri comunali Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, scrivono: “La legge regionale sulla partecipazione, così come le regole del Comune di Firenze, includerebbe un’azione in sintonia con le indicazioni del Comitato ministeriale per l’attuazione della legge 10/2013: se le cittadine e i cittadini «non partecipano alla co-progettazione dei beni comuni, l’amministrazione di questa città non potrà ancora dirsi veramente democratica nelle sue procedure e nei suoi atti». In estrema sintesi: un’importante associazione nazionale considera il progetto di viale Redi basato su dati e motivazioni “non valide” e mette in discussione la democraticità delle procedure messe in atto. Davvero il sindaco e l’Amministrazione intendono continuare a non rispondere a critiche così rilevanti, basate su dati tecnici argomentati e circostanziati?”.

“A noi pare una cosa molto grave: o si risponde smentendo i dati e le relazioni, o si sospende il progetto, in quanto le osservazioni hanno una base di fondo, aprendo così il confronto. La terza opzione, ignorare tali domande e richieste, fa pensare che non ci siano argomenti per smentire Italia Nostra.
Chiediamo con forza dunque una risposta, perché una brutta risposta è sempre meglio che nessuna risposta, soprattutto a domande così puntuali e specifiche.
Aggiungiamo anche noi una domanda: ma è normale che l’Amministrazione si avvalga anche del presidente del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia nella formulazione del Piano del Verde Urbano? Non esiste un rischio di conflitto di interesse? Non esiste una valutazione di opportunità per questo genere di questioni? Ultima considerazione: pensare di iniziare i lavori a fine agosto senza nessun ulteriore passaggio pubblico porterà all’esasperazione della cittadinanza contraria al progetto. Sarebbe fare un torto alla città, a prescindere da come la si voglia pensare nel merito del progetto”.

 

 

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