Piombino – Sono oltre il migliaio, i partecipanti al corteo contro il rigassificatore che dovrebbe essere posto, secondo quanto stabilito dal governo, nel porto di Piombino per tre anni. Le bandiere ci sono tutte, da quelle rosse dell’Usb, ai Carc, Rifondazione, anche Pd, insieme a quelle dei comitati che hanno organizzato l’evento, alle insegne dei movimenti, fino ai tricolori di Fratelli d’Italia e ai simboli di Lega e Ugl. Al corteo, che si conclude al Centro Giovani, dopo aver serpeggiato per Piombino, partecipa anche il sindaco Francesco Ferrari (FdI) che aveva fin da subito dichiarato la sua contrarietà all’ipotesi e che promette battaglia: “La partecipazione alla manifestazione di oggi dimostra che la città non si arrende. E dal nostro punto di vista, cioè quello del Comune di Piombino, con tutti gli strumenti che abbiamo e attraverso tecnici, avvocati e consulenti di alto livello tenteremo di bloccare la procedura amministrativa”.
Il corteo ha comportato rallentamenti al traffico, ma senza creare problemi irrisolvibili ai vancazieri in partenza per l’isola d’Elba, nonostante l’afflusso previsto di circa 17mila persone. Il coro scandito da tutti i manifestanti è stato “Piombino è nostra e non si tocca”. Fra la folla, numerosi cartelli e striscioni con le scritte “No rigassificatore”, “Vogliamo il gas russo e le energie rinnovabili”, e un grande striscione con un’invocazione: “Greta dove sei?”.


