Accademia del Cimento, 126 firme per “capire meglio cosa succederà”

Firenze – Via Accademia del Cimento torna a far parlare di sé, con un incontro pubblico con la stampa che mette in primo piano il problema degli spostamenti necessari per intervenire su stabili ormai vecchi, che devono essere ristrutturati ed essere messi in sicurezza. Un problema che per gli abitanti è sostanzialmente quello di dover lasciare case in cui spesso risiedono da una vita senza sentirsi rassicurati sul fatto che torneranno, che le abitazioni in cui dovranno passare l’anno circa richiesto per i lavori corrispondano a esigenze che spesso sono di disabilità, fragilità, legate all’età avanzata e anche in qualche caso a problemi psichiatrici. Senza parlare degli assegnatari che, pur dopo molti anni, sono ancora in via di regolarizzazione.  L’incontro odierno segue l’assemblea pubblica che si tenne il 21 aprile scorso, indetta dai sindacati degli inquilini, che cercarono da un lato di dare tutte le informazioni in loro possesso per tranquillizzare gli assegnatari e dall’altro si feceero carico di rappresentare presso l’amministrazine e Casa spa i dubbi per le modalità con cui si stava procedendo all’operazione. Ricordiamo che le risorse per compiere la riqualificazione degli edifici, per la prima tranche di 48 alloggi,  provengono dal Superbonus, il che comporta tempi precisi di realizzazione e consegna (https://www.stamptoscana.it/riqualificazione-accademia-del-cimento-sale-la-tensione-domande-senza-risposta/). Intanto, sono cominciati i colloqui individuali delle famiglie con gli uffici comunli, che rgistrano le esigenze e i problemi dei vari nuclei. Qualcuno, almeno a detta dei sindacati, ha anche trovato una soluzione, ma la maggior parte sta opponendo resistenza al trasferimento. “Ancora – dicono alcuni cittadini – non sappiamo esattamente in cosa consistano i lavori e, da quanto è trapelato, riteniamo che forse sarebbe possibile non sgomberare tutta la  casa, bensì solo le prozioni che saranno interessate”. Infatti, nonostante le rassicuraizoni del Comune che tutta operazione di trasloco e deposito dei mobili e degli arredi in senso generale verranno svolte grauitamente dall’ente pubblico, sono molti i nuclei, soprattutto anziani o con disabilità, che ritengono di non riuscire a venire a capo di ciò che vivono come un trasferimento coatto. E così, una raccolta firme fra gli assegnatari che è stata fatta circolare dai consiglieri di Sinistra Progetto Comune, i consiglieri comunali Antonella Bundu, Dmitrij Palagi e il consigliere di Quartiere 5 Vincenzo Pizziolo, ha raggiunto le 123 sottoscrizioni su 176 assegnatari. Ricordiamo che la questione era stata sollevata per la prima volta in consiglio comunale dal consigliere, capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandro Draghi, con una domanda d’attualità. Nell’occasione, l’assessora Albanese aveva incontrato anche un gruppo di assegnatari, rassicurandoli sul ritorno alle loro case una volta terminati i lavori (https://www.stamptoscana.it/via-accademia-del-cimento-arriva-in-consiglio-draghi-rassicurazioni-dallassessora/).

Fra i punti che più inquietano, la necessità di “levare” la residenza dagli alloggi, sembra ad ora risolta, dal momento che nella nota rilasciata  dall’assessora Albanese in queste ore, si legge “In questi giorni gli assegnatari degli alloggi vengono contattati uno ad uno dagli uffici per trovare con loro attraverso colloqui individuali la migliore sistemazione in un altro alloggio Erp rispettando le esigenze di ogni nucleo familiare e senza alcun costo a loro carico perché il trasloco sarà a spese del Comune, senza cambi di residenza“. Anche se resta da capire come faranno, nell’anno di assenza e cantieri, gli assegnatari ad essere certi che comunicazioni anche importanti che non possono che venire trasmesse alla residenza, giungeranno a buon fine.

Ma c’è dell’altro, e la raccolta firme lo mette nero su bianco. Per quasi tutti, il problema è sentirsi trattare “da problema”, ovvero in molti ritengono di non aver mai avuto le rassicurazioni necessarie per compiere un sacrificio anch’esso necessario, “nonostante ci sia stato detto che gli immobili non sono a rischio”. In tanti infatti non hanno dubbi sulla necessità che gli immobili, datati, debbano essere riqualificati, tanto più che il riaffacciarsi del terremto di questi giorni ha fatto nascer ein molti la paura di trovarsi in condizioni abitative non certo ottimali dal punto di vista della sicurezza. Il problema è il metodo: fisico, ovvero con quella che qualcuno continua a chiamare “evacuazione forzata”, e comunicativo, dal momento che in molti sostengono di non sapere che tipo di lavori e con quali modalità verranno portati avanti. Perché si torna sempre lì: la segreta speranza è che si possa stare in casa propria anche con i lavori in corso, o almeno riuscire a mantenere buona parte dell’arredo fra le proprie mura. All’incontro odierno intanto è stato  annunciato che verrà fatta richiesta di incontro al Presidente del Consiglio comunale, Luca Milani, per consegnare le sottoscrizioni.

“Il punto centrale – dicono Palagi, Bundu e Pizzolo – riguarda il modo in cui si è detto a decine e decine di famiglie di abbandonare le proprie case, dopo anni di vita trascorsi nel luogo, all’improvviso, con pochissimo preavviso, a cui si aggiunge l’assenza di chiarezza sul futuro. Cosa si chiede loro? Di togliere la residenza, verificare individualmente quale alternativa viene proposta, abbandonare parte delle proprie cose, vedere disconosciuti i lavori di miglioramento fatti a proprie spese e non avere certezze su quando potranno rientrare (se potranno rientrare). Vicino c’è il cantiere di Torre degli Agli. C’è bisogno di ricordare quante volte si è rimandata la fine di quel cantiere, ancora in corso? Ci sono persone in condizioni di fragilità, con disabilità e altre molto anziane”.

L’evidente necessità di chiarezza comunicativa si comprende anche leggendo i punti della sottoscrizione. Nel documento infatti si chiede “massima trasparenza sulle ragioni degli interventi di riqualificazione degli edifici e sull’effettiva necessità; assolute garanzie sul rientro a lavori terminati di chi è assegnatario degli alloggi, anche verificando la possibilità di non togliere la residenza (escludendo chi volontariamente facesse richieste diverse per proprie esigenze); publiche informazioni sui tempi previsti e sugli impegni per garantirli, vista la vicina presenza del cantiere di via Torre degli Agli”.

Sula vicenda e sulle domande poste dalla sottoscrizione, oggetto di una nota da parte dei consiglieri di Spc, risponde a stretto giro il capogruppo del Pd in consiglio comunale Nicola Armentano: “Al centro di questo lavoro c’è un immobile con 48 alloggi che saranno oggetto di imiglioramenti antisismici, efficientamento energetico e riduzione della classe di vulnerabilità, gli inquilini vengono accompagnati dal Comune nella ricerca dell’alloggio temporaneo più idoneo, senza costi o cambi di residenza. È comprensibile il disagio e la preoccupazione e per questo c’è la massima disponibilità all’ascolto e al confronto con le famiglie di via Accademia del Cimento.  Siamo noi del Pd, piuttosto, a confidare che da parte di SPC non ci sia la volontà di cavalcare timori per attaccare la maggioranza e l’amministrazione. Rispetto e trasparenza non sono mai mancati né mancheranno su un tema delicato e cruciale come quello dell’abitare, così come è altissima l’attenzione per alloggi popolari sempre più efficienti per i cittadini”.

“Capisco le preoccupazioni, ma stiamo facendo un grande lavoro, che migliorerà la vivibilità di questi alloggi e la loro sicurezza, visto che saranno oggetto anche di interventi antisismici”, dice l‘assessora alla casa  Benedetta Albanese, che ha incontrato lo scorso 13 aprile in assemblea le famiglie del fabbricato di alloggi di edilizia residenziale pubblica al civico 14/1-3 spiegando loro l’importanza e l’opportunità di un intervento fatto con risorse pubbliche.
L’immobile in questione, ricorda l’assessora nella nota, è stato costruito nel 1972 e adesso ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria – fra cui miglioramenti antisismici, efficientamento energetico e riduzione della classe di vulnerabilità – per i quali è necessario il trasloco temporaneo degli assegnatari. In questi giorni gli assegnatari degli alloggi vengono contattati uno ad uno dagli uffici per trovare con loro attraverso colloqui individuali la migliore sistemazione in un altro alloggio Erp rispettando le esigenze di ogni nucleo familiare e senza alcun costo a loro carico perché il trasloco sarà a spese del Comune, senza cambi di residenza.
I lavori del resto sono un investimento per la qualità dell’abitare delle persone: hanno un costo complessivo di 3,5 milioni di euro e sono  finanziati anche attraverso lo strumento del Superbonus che ha una scadenza. Ad essere interessati dall’intervento saranno complessivamente 48 alloggi. In questi mesi il Comune di Firenze si curerà di accompagnare gli inquilini nel trasferimento temporaneo in altri alloggi.
“Capisco i timori – conclude Albanese – ma stiamo lavorando con gli uffici e con Casa Spa per limitare al massimo il disagio che ogni trasloco comporta. Il nostro impegno è nel rispettare i tempi. Siamo noi a confidare  che non ci siano strumentalizzazioni da parte dell’opposizione e che io stessa, con gli uffici e Casa Spa, abbiamo subito incontrato tutti i residenti e siamo a tutt’oggi in costante contatto per rispondere ad ogni domanda, anche senza fare conferenze stampa”.

 

 

 

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