Parigi – L’arco e la spada: così si intitola la mostra con cui il museo Guimet che custodisce a Parigi innumerevoli tesori dell’arte asiatica ci porta nel mondo del samurai e nell’immaginario guerriero del Giappone.
Da figura emblematica del Giappone feudale il samurai si rivela però una figura assai più complessa dalle tante inaspettate sfaccettature che sono andate sviluppando nel corso dei secoli per poi approdare ad essere protagonista di tanti film a cominciare da quelli di di Kurosawa e di innumerevoli manga e videogiochi.
La storia dei samurai, che la mostra ci fa ripercorrere con magnifici disegni e stampe, armi ed elmi, libri e fotografie, comincia in anni lontani. Il periodo d’oro é forse quello dell’epoca medioevale dei Kamakura (1185-1333) e poi Muromachi (1336-1573 ) quando i samurai si affermano come casta guerriera aristocratica che svolgerà un importante ruolo nella costituzione di regimi politici sotto il loro controllo.
Per la mostra però antenati dei samurai possono essere individuati in tempi assai più remoti, come indica la statua di un guerriero con spada in terracotta che ti accoglie all’ingresso dell’Arco e la spada e che risale al IV secolo. E’ però durante l’epoca Heian (794-1185), caratterizzata da insicurezza e ribellioni, che nasce una classe di piccoli gruppi armati attorno ai notabili di provincia che sono al servizio dell’imperatore a Kyoto.
Viene così a crearsi una rete di forte lealtà e di dipendenze che, come rileva il catalogo della mostra, si apparenta con il nostro vassallaggio. Una classe che si fonda « su un’etica e un codice morale che gli sono propri e che pongono in cima ai suoi valori una lealtà e fedeltà al proprio daymio ( signore) valori che va fino alla morte » scrive il responsabile del museo Vincent Lefèvre. In cambio il samurai avrà il diritto d vita e di morte sulle altre classi sociali, non dovrà preoccuparsi del suo sostentamento e potrà praticare il seppuku, il suicidio d’onore (hara kiri).
Con l’epoca Edo (1603-1868), cambia però il ruolo dei samurai perché ormai, in un impero pacificato per oltre 250 anni, non viene più affidata la guerra ma il monopolio del maneggiamento delle armi, monopolio che li erige ai vertici della gerarchia sociale. Un’aristocrazia che col passare degli anni, pur volendo conservare lo spirito guerriero, si é fatta sempre più colta, coltivando arti e letteratura.
Se si è accolti nelle prime sale da impressionanti caschi alla Darth Vader di Guerre stellari e sontuose spade e pugnali che magnificano il ruolo guerriero dei samurai si è poi colti di sorpresa dal ritrovare i nostri finora adulati eroi sbeffeggiati senza pietà. A farlo di ha soprattutto il Kabuki che ai suoi inizi ne aveva fatto un popolare soggetto di parodia: teatro irriverente e irrispettoso dal pubblico popolare amava prendersi una certa libertà e fare la caricatura delle elites al potere, mostrando samurai e signori in posizioni comiche .
La mostra, ricca di fotografie del XIX secolo degli ultimi samurai, si conclude poi con l’influenza di questo simbolo del Sol levante sul mondo contemporaneo: video a fumetti, da modellini di Guerre stellari a manifesti cinematografici ci dimostrano come sia un personaggio ancora ben presente nel nostro immaginario.
L’arc et le sabre – Du 16 mars au 20 juin 2022 – Musée Guimet – 6, place d’Iéna – 75016
Foto: https://www.parisladouce.com/2022/04/expo-larc-et-le-sabre-imaginaire.html
