Comunità senegalese e Firenze Antifascista, doppio appuntamento per sabato

Firenze – Due ma non due, unica nello spirito, divisa nell’attuazione, “ma molti che saranno all’iniziativa della mattina di domani, contro la gestione della città con modalità già messe sotto critica dalla comunità europea, saranno anche a quella del pomriggio”. E’ questo, in sintesi, il messaggio che viene lanciato questa mattina, venerdì 15 aprile, nel corso della presentazione delle due iniziative che si terranno a Firenze per porre alla città e alla politica la riflessione sulla vicenda che ha visto protagonista, martedì 5 aprile, un giovane senegalese venditore abusivo di collanine e due agenti del nucleo antidegrado della polizia municipale fiorentina. Il video, che ha mostrato il giovane sottoposto alla ormai tristemente nota “mossa alla Floyd”, ha scosso parecchio la città e provocato anche l’arrivo a Firenze del console del Senegal per un incontro col sindaco Nardella che si è svolto in Prefettura.

L’incontro con la stampa è avvenuto in Palazzo Vecchio, ospitato da Sinistra Progetto Comune. A presentare gli appuntamenti di domani,  Pape Diaw, della comunità senegalese e Niccolò di Firenze Antifascista, ovvero i rappresentanti delle due associazioni che hanno organizzato le manifestazioni, oltre al consigliere comunale di Spc Dmitrij Palagi. Ricordiamo che Spc ha dato la propria adesione a entrambe le iniziative.  

La scaletta vede un presidio domani sabato 15 aprile in piazza Indipendenza a partire dalle 10.00, mentre dalle 15.30 è previsto un corteo con partenza su Ponte Vespucci e arrivo in via de’ Gondi, sotto il Comune di Firenze. I due momenti, che sono stati organizzatidalla  Comunità Senegalese al mattino e da Firenze Antifascista, non sono in contrapposizione l’un all’altro, tant’è vero che una delegazione del corteo del pomeriggio sarà presente domani mattina in piazza Indipendenza, a confermare la convergenza di denunce e richieste.

“Il nostro obiettivo – dice Pape Diaw della comunità senegalese – è denunciare quanto è accaduto, che va visto con uno sguardo molto ampio su Firenze. quando la delibera per l’istituzione del nucleo antidegrado passò, ricordo che facemmo una grande battaglia contro; tra l’altro, la nostra controproposta, che era di utilizzare la mediazione sociale, fu accolta da Cioni che organizzò una squadra di mediatori, strumento che fu purtroppo gestito male dal momento che queste figure invece di essere per strada furono messe sui bus. Torniamo a ribadire dunque che un’alternativa c’è: l’Università forma mediatori di conflitti e di strada, che per alcuni aspetti che riguardano la nostra città potrebbero avere un ruolo al di là della squadra antidegrado, che ci vede contrari da vent’anni”.

“E’ doveroso tornare in piazza affinchè ciò che accaduto non debba tornare ad accadere – continua Diaw – non siamo qui per dire chi ha ragione e chi ha torto, su questo la magistratura farà luce. Però dobbiamo sapere che la tecnica di bloccaggio al collo a terra è vietata da tutte le convenzioni internazionali, e si vluta anche il fatto che questo sia un trattamento inumano e degradante. Pesniamo di portare il video alla Corte europea dei Diritti umani, perché non esiste che si blocca una persona con questa presa. I mafiosi , i delinquenti vengono arrestati tutti i giorni, ma non sono trattati così. Per questo scendiamo in piazza”.

Sul fatto che il governo senegalese si sia mosso rapidamente presso la Farnesina, muovendo anche accuse di razzismo, l’esponente della comunità senegalese è molto chiaro: “Ricordo a tutti che ci sono stati dei precedenti: due senegalesi ammazzati, uno ferito gravemente, alcuni anni dopo un altro senegalese ucciso, ed ora questo. Lanciamo un appello a tutta la città in quanto tutto ciò non riguarda la contrapposizione fra bianchi e neri, ma è un modo sbagliato di fermare le persone da parte di chi è in divisa, che potrebbe succedere a chiunque. Chiunque creda alla giustizia, venga in piazza con noi”.

“Ciò che è importante è che domani Firenze scenda in piazza, la mattina e il pomeriggio – dice Niccolò, di Firenze Antifascista – perché ciò che è successo nel particolare deve essere ascritto a un contesto generale. Questo contesto è il modello di città, come viene governata, come viene gestita le le ricadute su tutta la cittadinanza, chi ci lavora, chi vive chi ha la pelle nera, bianca o gialla. Non è una questione che può essere esclusiva della Comunità senegalese, pensiamo sia necessario dire che ci sono dei mandanti politici che purtroppo producono questo tipo di accadimenti in città. Ripetiamo che non è la prima volta e putroppo non crediamo sarà l’ultima. La mobilitazione di domani ha anche il senso di affermare un modello di città differente, che ribalti il concetto di decoro e di degrado, la retorica sulla sicurezza, pensiamo che ci sia una Firenze che non si riconosce in questi modelli di governance della città”.

“La situazione è oggettivamente insostenibile. Questi corpi di polizia necessariamente, per il ruolo che hanno, si confrontano quotidianamente con i lavoratori cosiddetti illegali, quando la città è piena di lavoro nero e speculazioni e dunque di illegalità diffusa e socialmente tollerata. Siamo a fare i conti con una profonda crisi sociale che parla di 130 sfratti al mese, se quella è la sicurezza che dovrebbe rassicurare i fiorentini e chi lavora in questa città, allora pensiamo che ci sia un problema molto più grande. E domani manifesteremo anche per questo”.

“Questa conferenza stampa nasce aanche a seguito di alcune ricostruzioni che non rispondevano a una dinamica effettiva – dice Dmitrij Palagi, di Sinistra Progetto Comune – c’è stata una rezione molto forte a seguito di quelle immagini, dal momento che sono immagini molto forti. Ci sono state delle reazioni da parte della comunità senegalese e da parte di Firenze Antifascista che si occupa da sempre degli episodi di discriminazione e di violenza. Nelle ore immediatamente successive ogni canale si è organizzato. Era stata lanciata pubblicamente la manifestazione per il pomeriggio. La Comunità che era presente anche durante il presidio sotto Palazzo Vecchio doveva valutare se riusciva a garantire un’ampia partecipazione nel pomeriggio, dal momento che c’è il Ramadan e quindi tante persone che vengono da tutta la Toscana devono tenere conto anche di questo elemento, ed è stato valutato che era meglio tenerla la mattina. Da parte di Firenze Antifascista la valutazione è stata che storicamente le manifestazioni, per alcune parti della nostra cittadinanza, riescono meglio in termini di partecipazione il pomeriggio. Ovviamente, è il giorno prima di Pasqua, c’è la partita della Fiorentina, ma c’è anche il rispetto di due presenze storiche della città che hanno deciso autonomamente, pur nel reciproco contatto. Questo nelle ore successive ha dato adito ad alcune interpretazioni, oggi, con questo incontro stampa comune, pensiamo di avere chiarito”.

Fra i punti critici, Palagi ne mette in risalto almeno due, che riguardano sia la narrazione che l’amministrazione. Quanto a quest’ultima, ricorda che “su Ponte Vespucci non c’è ancora nessuna targa istituzionale per ricordare Idy Diene, a dimostrare come il tema sia più generale del singolo episodio ripreso e diffuso in questi giorni”, mentre, riguardo allnarrazione, respinge in toto le tesi del centrodestra e di parte del centrosinistra, che raffigurano l’intera vicenda alla difesa o meno della Polizia Municipale. 
“Le destre e parte del centrosinistra si limitano a parlare della difesa della Polizia Municipale – aggiunge il consigliere di Spc – come se ci fosse chi ha scelto di attaccare le lavoratrici e i lavoratori di questo corpo. In questi tre anni abbiamo sempre cercato di porre al centro del Consiglio comunale i loro diritti, dagli armadietti blindati alle indennità. È troppo facile strumentalizzare in questo modo, soffiando su dibattiti inesistenti. La richiesta di sciogliere il reparto antidegrado viene da lontano, da quando è nato, ed è rivolta alla politica, non a chi subisce le decisioni di quest’ultima. Scaricare su chi lavora le responsabilità di chi governa e fa propaganda qualifica chi lo fa, il nostro gruppo consiliare si sottrae esplicitamente a questa dinamica”.

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