Firenze – E’ la stessa Onu a venire in aiuto alla tutela del diritto alla casa, ma il dibattito non è pacifico per niente. Dopo i casi di Roma, in cui un gruppo di attivisti organizzato dall’antropologo e ricercatore all’Università di Leicester Stefano Portelli ha cominciato a inoltrare all’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani (come dà notizia l’Agenzia Dire), delle comunicazioni individuali tese a sospendere gli sfratti per le famiglie in morosità incolpevole, anche da Firenze i movimenti antisfratto, fra cui la Rete Antisfratto Fiorentina, in cui si trovano varie associazioni per la tutela del diritto all’abitare oltre al Movimento di Lotta per la Casa, hanno avanzato simili ricorsi. Del resto, l’Italia ha sottoscritto nell’ormai lontano 1976, il Patto Internazionale Onu per i Diritti Economici, Sociali e Culturali, che reca, all’art. 11, fra i requisiti per un’esistenza dignitosa, anche il diritto alla Casa. Inoltre, grazie al Protocollo aggiuntivo, la Commissione di Vigilanza può ricevere comunicazioni individuali e, all’art. 5 di tale Protocollo, si prevede che, qualora si rilevi un rischio di lesione del diritto, si possa chiedere una sospensione temporanea dell’esecuzione, intervenendo così nel procedimento giudiziario e richiedendo allo Stato parte di prendere misure per evitare danni irreparabili. Da segnalare tuttavia che l’Avvocatura di Stato, messa alla prova nei casi romani, non ha accolto la possibilità che dall’Onu possa giungere un intervento nei procedimenti italiani di sfratto.
Tornando a Firenze, la comunicazione individuale accolta dalla Commissione Onu riguarda una famiglia originaria dell’America Latina, che giace nella posizione ormai tragicamente comune a tante famiglie, straniere e italiane senza distinzione. Si tratta di una famiglia con tre figli minori. La pandemia ha ridotto drasticamente il reddito famigliare per questo nucleo, dapprima riducendo le ore lavorate, che poi per il padre si è trasformato in licenziamento. Inevitabile la caduta in morosità senza riuscire a venirne fuori; lo sfratto è diventato così altrettanto inevitabile. La madre ha richiesto l’inserimento nella graduatoria per l’emergenza abitativa, oltre alla possibilità di ottenere il contributo per la morosità incolpevole. Procedimenti, dicono dalla Rete Antisfratto, ancora in corso. L’accesso avvenuto nello scorso autunno ha visto la proprietà concedere una proroga fino al 18 gennaio, termine ormai alle porte senza soluzioni in vista. L’accoglimento della comunicazione individuale da parte della Commissione Onu porterà la Rete a sollecitare concretamente una soluzione alloggiativa per questa famiglia. Sebbene “una sia pur breve proroga si renderà necessaria”, conclude Sandro Targetti, della Rete Antisfratto.