84° Maggio Musicale Fiorentino: miti classici e dolori d’amore

Firenze – L’edizione numero 84 del Maggio Musicale Fiorentino sarà nel segno della Mitologia, dell’Amore e della fabula frutto dell’incontro creativo fra il sovrintendente Alexander Pereira e il nuovo direttore musicale Daniele Gatti. Per la messa a punto del programma Gatti ha portato la suggestione del mito classico rivisitato dai compositori degli ultimi secoli: dall’Orphée et Eurydice di Christopher Willibald Gluck, a Roméo et Juliette di Charles Gounod, ad Ariadne auf Naxos di Richard Strauss, Acis et Galatée, di Giovan Battista Lulli e  lo storico allestimento di Le Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart per la regia di Jonathan Miller .

Tra le opere ci sarà anche I due Foscari di Giuseppe Verdi interpretati da Placido Domingo coetaneo del doge Francesco. Non è infatti fuori luogo che in un festival vi sia anche qualcosa al di fuori della linea monotematica che lo caratterizza, ha detto Gatti che insieme a Pereira ha presentato alla stampa il cartellone 2022 del Maggio.

Protagonista assoluto del Maggio sarà l’auditorium Zubin Mehta perché la sala grande sarà chiusa per i lavori al palcoscenico che porteranno il teatro dell’opera al primo posto per impianti ad alta tecnologia. Solo per cambiare il software ci vogliono tre mesi di lavori e collaudi, ha spiegato Pereira che si è posto l’impegno di inaugurare il teatro completato nella “data magica del 21 dicembre”, quella nella quale fu inaugurato nel 2013 e la stessa che ha visto l’entrata in servizio della Sala Mehta. “l’auditorium più bello d’Italia e tra i più importanti del mondo”, come lo ha definito il sindaco Dario Nardella. 

Accanto alle sei opere sono otto gli appuntamenti sinfonici in abbonamento più il Concerto per Firenze diretto da Zubin Mehta in Cavea e il recupero del concerto diretto da Manfred Honeck, e un titolo per i bambini Ayda e l’amore fatale.  A Daniele Gatti  sono affidate l’inaugurazione operistica del 12 aprile e quella sinfonica del 26. Con il Coro e l’Orchestra del Maggio, tre mesi di programmazione che vedono impegnati sul podio e sul palcoscenico alcuni dei più grandi nomi della scena lirica e sinfonico-concertistica internazionale a partire ovviamente da Zubin Mehta, direttore emerito a vita.

Con loro due, Henrik Nánási, Carlo Rizzi, Federico Maria Sardelli (con l’orchestra barocca Modo Antiquo) per le opere e sempre a loro fianco per il versante sinfonico Manfred Honeck (fuori abbonamento) e Vladimir Spivakov che salirà sul podio per dirigere la National Philharmonic Orchestra of Russia, e Myung-Whun Chung. Tra i registi Pierre Audi, Frederic Wake-Walker, Grischa Asagaroff, Matthias Hartmann, Benjamin Lazar e, con ripresa di “Nozze”, l’omaggio alla memoria di Jonathan Miller. Il titolo per bambini, Ayda nella produzione di Venti Lucenti sara diretto da Giuseppe la Malfa con la regia di Manu Lalli.

Il sovrintendente del Maggio, Alexander Pereira ha riservato per sé un cameo in Ariadne auf Naxos dove interpreterà il Maggiordomo. Tra i cantanti che saliranno sul palcoscenico dell’auditorium Mehta per il ciclo sinfonico nei diversi appuntamenti: Juan Francisco Gatell, Ekaterina Lekhina, AJ Gluecklert, Mandy Fredrich, Marie-Claude Chappuis, Florian Boesch, Judith Kutasi, Alex Esposito, Luca Bernard, Massimo Popolizio (come voce recitante); inoltre al violoncello in due concerti gli strumentisti Dali Gutserieva e Antonio Meneses e in un’altra occasione il pianista Andrea Lucchesini. Il direttore del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Il titolo che inaugura l’LXXXIV Festival il 12 aprile 2022 è Orpée et Eurydice di Christoph Willibald Gluck (altre recite il 13, 19, 21, 23 aprile), che vede – dopo il suo ultimo concerto diretto l’11 marzo nel corso della stagione sinfonica 21/22 – il debutto operistico del maestro Daniele Gatti nel suo ruolo di direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino. Per questo nuovo allestimento dell’opera la regia è affidata a Pierre Audi, regista libanese che nel 1979 ha fondato il Teatro Almeida ed è stato Direttore Artistico dell’Opera Nazionale Olandese di Amsterdam.

Le scene e le luci sono di Jean Kalman, i costumi di Haider Ackermann, i video di Gilber Nouno e la coreografia è di Arno Schuitmaker. Tra gli interpreti si annunciano Juan Francisco Gatell, tenore fra i più apprezzati interpreti della scena internazionale, come Orfeo; Gatell lega il suo nome a quello del Teatro del Maggio sin dall’aprile del 2004, quando debuttò nel corso di una produzione de Die Meistersinger von Nürnberg. Anna Prohaska, il celebre soprano austriaco che ha un repertorio vasto che parte da Monteverdi per arrivare a Verdi e Schönberg, come Euridice e Sara Blanch la quale è stata fra i protagonisti de Lo sposo di tre, e marito di nessuna di Cherubini andata in scena nel febbraio 2022, nel ruolo di Amore. Il balletto sarà eseguito da ballerini diplomati all’Accademia del Teatro alla Scala. 

Fra le altre opere Pereira ha sottolineato Acis et Galatée di Lulli, compositore fiorentino, segnale del desiderio del Maggio di valorizzare i compositori toscani. L’opera buffa di Luigi Cherubini mai rappresentata a Firenze, “Lo sposo di tre, e marito di nessuna” , debutta domani 4 febbraio. L’opera è diretta da Federico Maria Sardelli, la regia di Benjamin Lazar. 

Per quanto riguarda i concerti otto saranno in abbonamento e due fuori: tre diretti da Daniele Gatti e quattro diretti da Zubin Mehta, uno da Myung-Whun Chung e inoltre l’ospitalità dell’Orchestra Filarmonica nazionale di Russia, diretta da Vladimir Spivakov, e il recupero del concerto diretto da Manfred Honeck. La sezione concertista del Festival nasce altrettanto sotto il triplice segno del Mito, dell’Amore e della fabula. Il concerto d’inaugurazione del 26 aprile, affidato a Daniele Gatti, sarà infatti interamente dedicato alla classicità con due opere ispirate ai miti della Grecia antica. In apertura di programma svetta Il Lamento d’Arianna, SV 107, di Claudio Monteverdi, unica pagina superstite de L’Arianna – melodramma composto nel 1608 per la corte di Mantova e andato perduto – per Coro, diretto da Lorenzo Fratini a cui seguirà Perséphone, melologo in tre scene di Igor Stravinskij su testo André Gide, composizione affascinante e dalla natura ibrida del 1933 che unisce recitazione, canto e azione mimica come nella tragedia greca. In questo concerto il tenore Juan Francisco Gatell è la voce solista.

Foto: Daniele Gatti ©Marco Borggreve

 

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