Firenze – Un gruppo di studiosi fiorentini del Dipartimento di Scienze biomediche, sperimentali e cliniche, coordinato da Gianfranco Liguri e del quale fanno parte Cristina Cecchi e Mariagioia Zampagni, ha testato con successo sul verme nematode (Coenorhabditis elegans) un nuovo antiossidante ottenuto combinando derivati del glutatione e acidi grassi polinsaturi, due sostanze coinvolte nella protezione dell’organismo dai radicali liberi e nella regolazione dei processi infiammatori. I ricercatori hanno dimostrato che il nuovo composto, usato come nutriente, è in grado di prolungare la vita di C. elegans da quattordici a diciannove giorni; i risultati dello studio, l’ultimo di una serie di lavori del gruppo di ricerca, sono stati pubblicati dalla rivista scientifica “Free Radical Biology & Medicine” (“S-linolenoyl glutathione intake extends life-span and stress resistance via Sir-2.1 upregulation in Caenorhabditis elegans” doi: 10.1016/j.freeradbiomed.2014.05.004.)
“Questa scoperta – spiega Gianfranco Liguri – apre una prospettiva concreta per lo sviluppo di strategie mirate al prolungamento del tempo di vita in stato di salute anche negli organismi superiori, poiché il meccanismo di azione con cui questi composti esercitano la loro attività, da quanto emerge dalla nostra ricerca, è alla base anche dell’effetto pro longevità della deprivazione calorica, ed è sostanzialmente operante anche nella specie umana”.
Lo stesso antiossidante si è rivelato efficace, tra l’altro, nel contrastare i danni cellulari dalle radiazioni ionizzanti e gli effetti tossici neuronali esercitati dal beta-amiloide, il meccanismo ritenuto responsabile della malattia di Alzheimer.