Mercoledì pomeriggio l’affare En.cor, che sta costando molti milioni al Comune, approda in una probabilmente rovente commissione del consiglio comunale di Correggio. All’ordine del giorno, le due sentenze con cui il giudice civile di Reggio Emilia ha condannato l’ente locale a rifondere quasi undici milioni a Banca San Felice e quattro milioni al Banco Popolare per i debiti della Encor dopo le lettere di patronage emesse dal Comune stesso e mai ritirate, anche quando l’avventura della società energetica locale è approdata interamente in mani private (e poi al fallimento).
Il drammatico caso En.cor approda in consiglio a Correggio
Nella riunione si discuterà anche delle azioni di rivalsa da intentare nei confronti di sindaci, ex assessori, dirigenti ed ex dirigenti del comune di Correggio, ed eventualmente nei confronti di ex-revisori. Per questa ragione la riunione è a porte chiuse, vale a dire il pubblico non sarà ammesso.
La questione tuttavia è controversa perché non si parla solo di persone, ma in primo luogo di una vicenda che rischia di pesare per decine di milioni sulle tasche dei cittadini di Correggio. Dopo le due sentenze di cui si parlerà, ne è in arrivo una terza, ancora più pesante, relativa ai 13 milioni reclamati dalla Bnl. Il conto, in definitiva salirà a 28 milioni: e anche se il Comune confida di trasferire la battaglia legale davanti al Tar, le consulenze sul bilancio del Comune saranno comunque molto pesanti. Tanto che si parla già di dichiarazione di dissesto o di “pre dissesto”.