Firenze – “Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”, lo slogan degli studenti cileni nel 2019 rimbalza stamattina a Firenze . Con un blitz, stamattina tre attivisti ambientalisti per la campagna “Non paghiamo il fossile”, promossa e organizzata dalla coalizione “Ultima Generazione”, ha gettato vernice gialla e rossa sulla facciata del palazzo della Regione Toscana in via Cavour, a Firenze. L’azione è avvenuta verso le 8.45. Per spargere la vernice, sono stati utilizzati estintori caricati con i colori giallo e rosso. Era presente Simone Ficicchia, che mostrava uno striscione con scritto “Stop sussidi ai fossili”, lo slogan della campagna. I carabinieri sono intervenuti imediatamente, hanno identificato i tre e li hanno portati nella caserma di via Farini, dove sono stati denunciati.
La vernice, come sempre, è lavabile. La nuova campagna “Non paghiamo il fossile”, sostenuta da azioni non violente e di disobbedienza civile, ha come obiettivo, secondo quanto spiegato da Ultima Generazione, di ottenere lo stop ai sussidi pubblici ai combustibili fossili. “Questa vernice domani non ci sarà più, ma le mani della nostra classe politica rimarranno sporche di sangue se nei prossimi anni continuerà a finanziare con sussidi pubblici i combustibili fossili”, commenta il 20enne Ficicchia, davanti al palazzo della Regione Toscana a Firenze, famoso dopo che per lui era stata richiesta, dalla questura di Pavia, l’applicazione del regime di sorveglianza speciale previsto dal cosiddetto codice antimafia, misura mai invocata prima contro un attivista ambientale; la causa della richiesta, respinta dal Tribunale di Milano, avere partecipato ad azioni non violente ma di grande rilievo mediatico per sensibilizzare il Paese circa l’emergenza climatica, ovvero l’imbrattamento degli Uffizi e Teatro della Scala.
Oltre alle critiche al governo centrale, nella nota inviata alla stampa, Ultima Generazione addita anche le strategie climatiche della Regione Toscana, ritenute insufficienti al rggiungimento dell’obiettivo di contenere il riscaldamento globale sotto 1.5°C. Politiche nazionali e locali che invece conducono, secondo gli attivisti per il clima, “a un catastrofico aumento di almeno 2.5°C”.
“La Regione Toscana rappresenta lo Stato sul territorio, e lo Stato italiano paga 18,8 mld l’anno di soldi pubblici per incentivare i combustibili fossili- si legge nella nota – nel 2021 sono stati investiti più di 40 miliardi di euro in sussidi ambientalmente dannosi (SAD). La Regione Toscana ha messo a disposizione il porto di Piombino alla pericolosa e climaticamente dannosa rigassificazione. Nel 2022, in Toscana gli effetti del cambiamento climatico sono stati pesanti: a causa della siccità a Pistoia ed Empoli, è stato vietato di usare l’acqua per scopi diversi da quelli domestici; le ondate di calore, che hanno provocato nel 2022 migliaia di morti in Italia, tra giugno e agosto hanno avuto picchi a Firenze, Grosseto, Pisa, Prato, causando a luglio a Firenze un aumento della mortalità del 43%- si legge ancora nella nota- lungo la costa Nord della Toscana nel 2022 si sono verificati 23 eventi estremi, di cui 15 casi di trombe d’aria, con 4 morti, diversi feriti e ingenti danni. Nell’area urbana di Firenze 11 eventi estremi tra allagamenti, danni per pioggia alle infrastrutture e danni da trombe d’aria. Nonostante ciò, in Toscana continuano a ricevere sussidi ambientalmente dannosi piccole centrali alimentate esclusivamente a fonti fossili, come quelle delle isole del Giglio e Capraia, Portoferraio”.
Sulla vicenda, ecco il commento del presidente regionale, Eugenio Giani: “Stamani è stato imbrattato il Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale, simbolo della democrazia in Toscana. È stata unanime la condanna di tutte le forze politiche e ringrazio i partiti, i cittadini e le associazioni, per lo spirito di unità nel ripudiare questo gesto, testimoniando assoluta solidarietà alle Istituzioni della Regione. Ringrazio le forze dell’ordine che hanno identificato i responsabili. Fra le parole espresse dall’imbrattatura vi è la contestazione al rigassificatore di Piombino. Preciso con chiarezza e forza che non mi farò intimidire da nessuno nel portare avanti il mio compito di commissario dell’opera, che ci rende più indipendenti dal gas della Russia con 5 milioni di metri cubi l’anno. Un’opera realizzata secondo tutte le procedure previste dalla legge e come tale sento di interpretare il ruolo che mi è stato affidato. La Toscana è terra di civiltà, di confronto e rispetto delle idee altrui. Ma altresì è inaccettabile la dissacrazione dei luoghi simbolo della nostra libertà e partecipazione democratica”.