Prato – Durante la cerimonia del 25 aprile il Sindaco di Prato Matteo Biffoni ha ricordato oltre le tante meno visibili guerre che hanno portato in questi anni all’arrivo anche in Italia di moltissimi rifugiati, come la guerra nella ex Jugoslavia considerata “quasi una resa dei conti della storia”, anche il dramma dell’Ucraina, nazione martoriata a causa dell’invasione russa.
“Oggi è il 25 aprile più difficile da celebrare da quando sono sindaco. Restano le certezze, festeggiare la Liberazione significa dare il senso più alto al sangue versato da donne e uomini che con il loro sacrificio ci hanno lasciato i valori della Costituzione e un’Europa di pace”.
Una vera e propria condanna quella di Biffoni, “senza se e senza ma” in appoggio alla scelta del Governo italiano di supportare la resistenza ucraina. “La guerra ci è venuta in casa, una guerra di aggressione con l’invasione armata, i missili sparati sulle scuole, sugli ospedali, sui rifugi, sugli alberghi. Una guerra dove a soffrire sono primi fra tutti i bambini, i civili, costretti a scappare dalla loro terra e a soffrire la fame dentro i rifugi. Questa città ha mandato aiuti, ha inviato acqua a sostegno del popolo ucraino, perché l’acqua potabile non c’è più e questo accade al confine della ricca e civile Europa”, ha poi ricordato Biffoni, riferendosi agli aiuti umanitari spediti dal Comitato pro emergenze Città di Prato.
“Davanti a tutto questo è difficile, faticoso, perfino doloroso prendere posizione su come giungere a una tregua dalla guerra, o alla tanto voluta pace, perché c’è una ferita aperta per tutti noi che il 25 aprile abbiamo sempre celebrato i valori della pace e della democrazia. L’obiettivo primario è quello di far cessare il rumore dei bombardamenti, ma se non continuerà la resistenza del popolo ucraino temo che non ci potrà essere la possibilità di trattare la pace, ma vi sarà una resa, che è ben altra.
Quando leggo quello che sta succedendo a Bucha è difficile non farsi tornare alla mente Marzabotto o Sant’Anna. Se oggi celebriamo il 25 aprile e la Costituzione che ne è nata è perché ci sono state donne e uomini che decisero di resistere, prendere le armi e combattere contro il nazifascismo – ha poi concluso il sindaco Biffoni -. È doloroso e fa paura, ma è inaccettabile l’invasione armata, in Ucraina o altrove. Ricordiamoci sempre che i valori della nostra Costituzione sono nati dalla Resistenza, anche armata. E da quella Resistenza sono nate la Pace e la Libertà, valori che riconosciamo come universali e assoluti. Buon 25 aprile Prato!”.
In foto il Sindaco Matteo Biffoni