Firenze – Il 22 marzo 1944 presso lo stadio del Campo di Marte (allora si chiamava stadio Berta), alla torre di Maratona, cinque ragazzi venivano barbaramente fucilati dai fascisti repubblichini, guidati dal criminale torturatore fascista Mario Carità. Piangevano così tanto, quei ragazzi tornati a casa dopo lo sbando seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943 e strappati ai campi (4 di loro venivano da Vicchio) e alla famiglia, che non volevano arruolarsi per Salò, che gli “altri”, persino loro, non riuscirono a finirli alla prima scarica, e ci volle la mano sporca di sangue di Mario Carità per finire i due sopravissuti. Si chiamavano Antonio Raddi, 21 anni, Leandro Corona, 21 anni,Ottorino Quiti, 21 anni, Adriano Santoni, 21 anni, Guido Targetti, 21 anni.
Un martirio che anche quest’anno l’Amministrazione e il Quartiere 2 hanno voluto onorare ricordando solennemente Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni, Guido Targetti e Leandro Corona, davanti al sacrario di Campo di Marte. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’assessore alla Cultura della Memoria Alessandro Martini, il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi, il sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa e rappresentanti delle amministrazioni comunali di Campi Bisenzio, Pontassieve, Pratovecchio e Sesto Fiorentino. “È stato un momento di grande partecipazione – commenta l’assessore Martini – anche grazie alla presenza di diverse classi di scuole secondarie di primo e secondo grado, in particolare del Quartiere, che hanno reso la celebrazione ancora più intensa e solenne. Molti dei relatori si sono infatti rivolti direttamente ai ragazzi: la loro presenza rappresenta infatti un segno di speranza per un percorso di valori, di pace, di liberà e di voglia di futuro particolarmente importanti in questo momento. Per questo voglio ringraziare davvero gli insegnanti e gli educatori che hanno reso possibile questa loro partecipazione”.