Le primarie incoronano Bonaccini. E le primarione? Clima da tutti contro tutti nel Pd

Archiviate le primarie degli iscritti, che hanno consacrato nettamente Bonaccini (nonostante l’adagio duro a morire, quello di spacciare una sonora batosta in una mezza vittoria), le anime del Pd tornano a suonarsele di santa ragione in vista delle primarione aperte a tutti. Pure la Meloni li fa litigare: c’è chi considera l’avversario politico da battere nei contenuti, chi invece si limita a demonizzarlo come negli ultimi 50 anni
Satirissima

Va detto che hanno trovato il modo di darsele di santa ragione anche sui sondaggi delle primarie. Perché ce n’è uno che dà Stefano Bonaccini tra il 63 e il 67 per cento ed Elly Schlein tra il 33 e il 37, e un altro che invece assegna all’ex leader di Occupy Pd il 56,3 e al presidente della Regione Emilia-Romagna il 47,39. Ma fanno notare dalle parti del governatore che quest’ultimo istituto è quello che prevedeva il grande successo di Letizia Moratti. Controbattono dal fronte Schlein: nei circoli la differenza tra noi e Bonaccini è di poco più di 25 mila voti, ai gazebo vinceremo.

A quel punto, dal fronte di Schlein, partiva la polemica. L’obiettivo? Recuperare sui circoli del Lazio e della Lombardia che non hanno ancora votato a causa delle Regionali e tirare la volata alla candidata per le primarie. La prima bordata era di Andrea Orlando, che metteva nel mirino sia Letta sia Bonaccini: «Come si fa a dire che gli esponenti del governo sono capaci o che sono meglio di quanto ci aspettassimo?».

Quindi era la volta di Peppe Provenzano che attaccava il presidente dell’Emilia-Romagna con queste parole: «È il governo peggiore di sempre, come si fa a dire che è capace?». Più tardi arrivava anche l’affondo della vicepresidente del Senato Anna Rossomando: «Francamente l’indulgenza di Bonaccini con Meloni non convince».

Inevitabile la domanda sull’argomento a Elly Schlein, nel corso di una conferenza alla sala stampa estera. La candidata, stranamente, non rigira il coltello nella piaga: «Credo che Meloni non abbia trovato la postura del nuovo ruolo. Penso che questo sia un governo che sta facendo male». Dopo un po’ Schlein si accorge di non aver polemizzato con il suo competitor e al termine della conferenza precisa: «Non sono d’accordo con le dichiarazioni di Bonaccini».

In serata Letta perde la pazienza, non ci sta a «farsi mettere in mezzo» in una «polemica tutta interna» che in realtà è mirata a colpire Bonaccini. Perciò fa diffondere una nota dal Nazareno in cui si definisce senza «alcun fondamento» la diatriba innescata da Orlando. L’ex ministro del Lavoro se la prende e ribatte. Poi si sfoga con i suoi. Non accetta che si possano dire certe cose di Meloni «non dopo che due esponenti del suo partito hanno fatto dossieraggio contro quattro parlamentari del Pd».

Un po’ più tardi arriva la replica del governatore dell’Emilia-Romagna: «Bisognerebbe evitare polemiche strumentali. Io la destra preferisco batterla nelle urne, come ho dimostrato, e vorrei che anche altri avessero la priorità di batterla nelle urne e non con interviste sui giornali». Insomma, in questo ultimo scorcio di campagna delle primarie, veleni e polemiche abbondano. Il 26 poi il Pd avrà finalmente una nuova leadership. Ma non è affatto detto che dopo quella data le tensioni interne si stemperino.

Maria Teresa Meli per corriere.it

Total
0
Condivisioni
Prec.
Cobas Autolinee Toscane, venerdì sciopero

Cobas Autolinee Toscane, venerdì sciopero

Firenze – Scatta domani, venerdì 17, lo sciopero dei trasporti pubblici in

Succ.
Nuovo pavimento per il Mercato Centrale, efficiente, sostenibile, a prova di virus

Nuovo pavimento per il Mercato Centrale, efficiente, sostenibile, a prova di virus

Firenze – Nuova pavimentazione per il Mercato Centrale di San Lorenzo, ad

You May Also Like
Total
0
Condividi