Firenze – Alle 6 del mattino dell’11 agosto 1944 a Firenze il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale dette inizio all’insurrezione popolare e l’annuncio alla popolazione furono i rintocchi della Martinella la storica campana della Torre d’Arnolfo di Palazzo Vecchio seguita dalla campana del Bargello.
Ancora una volta, come ai tempi di Carlo VIII e di Pier Capponi. i fiorentini suonarono le loro campane e posero fine all’oppressione nazifascista.
I partigiani intrapresero strada per strada la lotta contro gli occupanti tedeschi. Due giorni prima era stato ucciso da un mortaio Aligi Barducci (“Potente”), che era a capo della Divisione “Arno”. Ma questo non scoraggiò i partigiani che si apprestavano a dare battaglia all’esercito invasore, bensì accrebbe la loro determinazione e il coraggio nel ricordo del loro grande comandante.
Fu chiamata la battaglia di Firenze, combattuta per quasi venti giorni fino a che le truppe tedesche non lasciarono definitivamente la città. Significativo fu il contributo delle truppe alleate che stavano entrando dal lato sud ma trovarono una città che aveva saputo liberarsi dall’oppressore.
Si potrebbe quindi ripetere per Firenze quello che disse di Parigi Charles De Gaulle che esclamò: “Parigi oltraggiata! Parigi spezzata, Paris martirizzata, ma Parigi liberata! Liberata da sola, del suo popolo ( Paris ! Paris outragé ! Paris brisé ! Paris martyrisé ! Mais Paris libéré ! Libéré par lui-même, libéré par son peuple).
Nella motivazione della concessione a Firenze della medaglia d’oro della Resistenza si legge “Resistendo impavida al prolungato, rabbioso bombardamento germanico mutilata nelle persone e nelle insigni opere d’arte […] contribuendo con ogni forza alla Resistenza e all’insurrezione donava il sangue dei suoi figli copiosamente […] Perché un libero popolo potesse nuovamente esprimere se stesso in una libera nazione”.
La guerra era tutt’altro che finita, perché in Italia i tedeschi si attestarono nell’Appennino tosco emiliano sulla linea gotica fino alla primavera del 1945. Tuttavia, questo evento -simbolo della guerra di liberazione dette slancio agli alleati e a gli uomini della Resistenza e l’insurrezione popolare, fu il segnale che per i nazifascisti il tempo era definitivamente scaduto.
Per questo non solo non dobbiamo dimenticare, ma è sempre con una certa commozione che ci accingiamo a rievocare gli eventi di un periodo cruciale della nostra storia.
E quest’anno, venerdì 11 agosto alle ore 7.00, i rintocchi della Martinella, apriranno le celebrazioni del 79° anniversario della Liberazione di Firenze.
La cerimonia solenne inizierà alle 9,45 in piazza dell’Unità italiana con la deposizione di una corona di alloro da parte delle autorità civili, religiose e militari al monumento ai caduti di tutte le guerre.
Ci saranno i Gonfaloni di Firenze, della Regione Toscana, della Città metropolitana, dei vari Comuni dell’area fiorentina, i labari della federazione delle associazioni partigiane e delle associazioni d’arma e combattentistiche.
Poi alle 10.30, sull’arengario di Palazzo Vecchio, le celebrazioni ufficiali che saranno aperte dallo squillo delle Chiarine e dall’Inno di Mameli
Prenderanno la parola il Sindaco Dario Nardella, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, il Presidente della Regione Eugenio Giani , la Presidente provinciale Anpi Firenze e membro della segreteria nazionale Vania Bagni.
Durante la celebrazione sarà la proiezione video di vecchie testimonianze dei partigiani fiorentini. Le celebrazioni si concluderanno con il canto di ‘Bella ciao.’
In tutti i quartieri saranno deposti corone e festoni di alloro nei luoghi simbolo della Liberazione di Firenze.