Prato – Marco Saielli, classe 1960, fotografo pistoiese è a Prato con una originalissima mostra ad ingresso gratuito, nella Sala Ovale della Provincia di Prato ( dalle 10 alle 19) fino all’ 8 di maggio, dal titolo “Il Dragone al Primo Maggio”, ovvero un invito al dialogo e alla conoscenza di popoli e culture diverse.
Un’iniziativa promossa dal Comune di Prato in collaborazione con i sindacati CGIL, CISL e UIL, e il patrocinio della Provincia, perché il mondo del lavoro che sfila in occasione della Festa del Lavoro possa, attraverso le immagini fotografiche del Saielli, far riflettere le comunità cinesi sull’importanza dei diritti dei lavoratori, della loro dignità e qualità di vita.
Le foto esposte sono 22 (50×70) tutte in bianco e nero “, perché “spiega Saielli, “il colore è ruffiano, impedisce di cogliere i particolari emozionali, mentre dobbiamo sforzarci di comprendere le immagini che mandano dei chiari messaggi al nostro cuore e cervello”: “Sono nate da un’idea del 2015, quando riuscii a fotografare durante la festa del capodanno del Drago, i volti e le espressioni del popolo cinese, generalmente restio a farsi riprendere”.
“Decisi, continua Saielli, intuitivamente di usare la stessa pellicola sovrapponendo le immagini ottenute, a quelle scattate pochi mesi dopo, il primo di maggio, in modo da ottenere un fotogramma unico in cui convivono figure e gestualità di profondo impatto emotivo. “Ecco spiegate così alcune foto, a suo dire tra le più significative, come quella che ritrae due donne non più giovanissime, una con in mano un garofano, a cui sembra guardare con curiosità un giovane ragazzo cinese che mangia tranquillo con le tradizionali bacchette gli spaghetti o quella di un anziano signore con sottobraccio un giornale, che all’altezza del taschino, vicino al cuore, ha un’apertura larga e profonda, è una finestra di un palazzo d’epoca, da cui si intravede la bandiera italiana,mentre sullo sfondo appare un ampio striscione orientale.
“Le foto, conclude Marco Saielli,”devono poter trasmettere emozioni e i miei scatti sono fatti con la testa ma anche con il cuore e qui, in questa rassegna fotografica, come in un film, ho voluto sovrapporre due feste importanti, quella dei lavoratori, con quella del capodanno cinese, al fine di ottenerne una sola, perché in entrambe, i volti che ho fotografato, la loro mimica e la gestualità dei corpi sono state la massima espressione della gioia e della spontaneità”.
Un insieme di immagini, dunque, che ripropongono volti, sguardi, mani, bandiere e striscioni che mescolati nella loro diversità vogliono invece essere un messaggio di un futuro di apertura, dialogo e condivisione perché “non manchi la fraternità che sembra sempre più mancare in Europa” come ha affermato Stefano Bellandi (CISL) e”si continuino a costruire ponti di dialogo”, ha dichiarato Rodolfo Zanieri (UIL), mentre ha parlato di Prato come città dell’accoglienza , Giancarlo Targioni della CGIL.
“Un intreccio di considerazioni e idee tra due momenti decisivi della nostra città che soltanto a Prato possono trovare la loro piena esplicitazione”, così invece il vicesindaco di Prato, Simone Faggi, “nel giorno dell’apertura della mostra, che ha coinvolto sin da subito i soggetti del territorio che potevano essere interessati, vale a dire i sindacati. Un lavoro degno dev’essere un elemento fondamentale da raggiungere per tutti e la tutela dei lavoratori passa anche dalla necessità del riposo e dell’attenzione alla persona, che sono certamente tra i più significativi e importanti della mostra”.

