Circa il 23% del totale dei lavoratori, l’11% dell’intera popolazione reggiana è scivolata nella cosiddetta zona vulnerabilità, ovvero il rischio della cassa integrazione o dell’iscrizione alla lista di disoccupazione. Oltre 56mila e 900 persone: un dato enorme anche nella Reggio dove sostanzialmente tiene il tessuto associativo e dove il tasso di disoccupazione è tra i più bassi d’Italia. E’ il dato più eclatante che emerge dal nuovo rapporto della Camera di commercio di Reggio, curato da Gino Mazzoli e che sarà presentato martedì mattina 14 maggio a Palazzo Scaruffi di Reggio.
I lavoratori a rischio vulnerabilità aumentano di 9400 unità all’anno mentre in provincia negli ultimi due anni i lavoratori autonomi sono diminuiti di 10mila e in quattro anni si sono persi 5500 euro di reddito pro-capite. Insomma una crisi che cresce così come la tenuta di consenso verso le istituzioni (sempre collegata a una grande occupazione) è molto più traballante di prima. Lo stato di salute del nostro territorio è prossimo alla malattia cronica e per il presidente Enrico Bini si rendono necessarie azioni urgenti