Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo. Quei giornalisti che si schierano contro i costi della politica sono generalmente sovvenzionati dallo Stato. Perfino il duo Stella-Rizzo, che si è fatto un sacco di soldi a parlare di casta, ha un costo per lo Stato. Il loro Corriere della sera si succhia circa 23 milioni e mezzo di risorse pubbliche l’anno. Che dire di quel Giletti, profumatamente pagato coi soldi pubblici da mamma Rai? E del vecchio ragazzo Giordano, anche lui in prima fila a scudisciare contro i vitalizi? Il suo Giornale prende 4 milioni e mezzo, cento volte più di un vitalizio. Libero, altro quotidiano molto impegnato e scandalizzato contro il costo degli ex parlamentari, si prende dieci milioni, trecento volte più di un vitalizio. Di Maio, che sembra un fascista anni venti, annuncia che se i Cinque stelle prenderanno il potere aboliranno tutti i vitalizi per chi ce li ha. Forse aboliranno anche la politica. Non aboliranno però le provvidenze ai giornali che ammontano a un miliardo l’anno, cinque volte il costo dei vitalizi. Nessuno dice la verità. Se esistono assurdi privilegi, vedasi la presenza di più vitalizi o di più pensioni, si discutano eventuali correttivi. Iniziare coi dieci piccoli indiani a cui è stato ritirato il compenso perché condannati a più di due anni, senza preoccuparsi della legittimità e della costituzionalità della decisione, è la dimostrazione che si sta combattendo l’Antipolitica con l’Antipolitica. Ma che un’intera generazione che si è dedicata alla politica sacrificando la sua professione, che non si è preoccupata di crearsi una pensione per la vecchiaia contando sul gettito garantito da un contratto liberamente sottoscritto, debba essere privata dell’unica risorsa sulla quale contare per sostenere loro stessi e la loro famiglia, subendo, caso unico in Italia, addirittura la confisca del dovuto, lo trovo abominevole. Che più o meno la stessa cosa affermi il neo presidente dell’Inps tutto questo diviene anche preoccupante. Che Scelta civica, col suo consistente peso elettorale frutto di una visione oligarchica e aristocratica della politica, abbia addirittura proposto una modifica costituzionale per eliminare i diritti acquisiti, un segno dei tempi. Brutali
11 Luglio 2015
Vitalizi: censori con soldi pubblici
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