Firenze – Due violenti blitz del gruppo ecologista che si è denominato “Siamo Montagna”, ha portato un certo turbamento, oltre che ingenti danni e attimi di terrore per gli ingegneri e i boscaioli dell’Agsm Aim, nel territorio di Villore, a Monte Giogo, dove si sta costruendo un Parco eolico. Turbamento che nasce dalle modalità, ad ora sconosciute, perlomeno in Toscana, con cui il blitz di dissenso è stato realizzato:
Tutto sarebbe cominciato, come ha spiegato la società incaricata del progetto Agsm Aim, con dei “volantini comparsi abusivamente nella zona ad opera della sedicente organizzazione ‘Siamo Montagna‘, con i quali si annunciava l’organizzazione di un ‘Campeggio di Lotta’, previsto dal 2 al 6 luglio, con l’obiettivo di bloccare i lavori”. Volantino al quale la società “aveva risposto fermamente con diffida ed esposto alla procura ed alle forze dell’ordine.
E s’arriva al 2 luglio, il giorno del primo blitz. “Circa 50 persone, sono entrate abusivamente all’interno dell’area di cantiere con cani al seguito, aggredendo quanti hanno incontrato e maneggiando coltelli. Il gruppo di violenti, a volto coperto, ha dapprima circondato i boscaioli, sequestrando le motoseghe e danneggiando i mezzi di trasporto davanti agli occhi atterriti degli operai. Quindi ha circondato, insultato e minacciato tre ingegneri di Agsm Aim spingendoli fuori dal cantiere con ulteriori minacce e provocazioni”. Nuova denuncia ai carabinieri di Borgo San Lorenzo. Ma non è che una tappa: La sera successiva altre persone sono entrate nelle zone più remote del cantiere “causando ulteriori danneggiamenti ai mezzi di lavoro” come riporta la nota di Asgm Aim. .
Danneggiamenti e minacce che però ad ora, non hanno fermato i lavori. Del resto, è lo stesso gruppo che su telegram racconta il blitz mettendo in luce il parziale successo, ma constatando anche che “i lavori aumentano ad una velocità impressionante”. Tuttavia, con questo gesto ,si legge, “abbiamo lanciato un segnale a chi distrugge i nostri monti e a chi invece vuole viverli: una resistenza alla devastazione delle montagne può esistere”.
Condanna unanime da parte di Legambiente, Confindustria e Ordine degli Ingegneri. Stefano Ciafani e Fausto Ferruzza, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente, definiscono il fatto “gravissimo e inquietante”, difendendo a spada tratta il progetto di Villore, che “è un modello da replicare su tutto il territorio nazionale per il suo alto profilo in termini di valutazione, partecipazione e condivisione territoriale. Non è un caso sia che stato inserito da Legambiente come esempio tra i cantieri della transizione ecologica, a livello nazionale”. Nell’espriimere solidarietà incondizionata “a tutti i lavoratori e ad Agsm, Legambiente ricorda che “la transizione ecologica non può essere fermata, né rallentata, e simili deprecabili episodi portano alla luce un clima di violenza intollerabile, sinceramente mai visto in Regione Toscana” e che “la realizzazione di questo parco eolico contribuirà a tagliare le emissioni di Co2 di 40.000 tonnellate all’anno e a fornire energia pulita a circa 100.000 persone”.
Durissimo anche il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, Maurizio Bigazzi, con il coordinatore del presidio territoriale Mugello Valdisieve, Massimo Ferrati. “È un atto grave perpetrato ai danni dell’intera comunità toscana e di quella di un operoso e accogliente territorio che ha fatto dell’integrazione ambiente-impresa uno dei suoi punti di forza”, dicono. Questo è “un episodio inquietante- aggiunge Ferrati- che ferisce i profondamente quel senso civico e democratico che contraddistingue da sempre la nostra comunità locale”.
Anche l’Ordine degli Ingegneri di Firenze si affretta a rendere pubblica la condanna del gesto, dal momento che “la violenza non è mai una forma di dissenso legittima, e non va tollerata in alcuna circostanza. A prescindere dalle motivazioni di chi ha agito sabotare un’opera in costruzione e mettere a rischio la sicurezza delle persone è un gesto grave, che colpisce non solo il progetto ma il lavoro di tecnici, operai e professionisti impegnati sul campo” (fonte Agenzia Dire, www.dire.it)
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Foto generica di foresta