Tutte le strade portavano a Roma

Non bisognerebbe mai pubblicizzare troppo le cose. Finisce che la gente comincia a desiderarle e si sa, poi se non può averle si deprime, si irrita, si lascia andare ad esternazioni delle quali poi magari potrebbe pentirsi; ma ormai, una volta dette, ritrattare diventa difficile. Le parole non sono come i cani, che le puoi richiamare; così faceva dire Sciascia a Don Mariano ne “Il giorno della civetta”, e aveva perfettamente ragione. Adesso che l’Isis ha confidato a mezzo mondo di voler conquistare Roma, diventa un problema di credibilità se poi la cosa si arena. E purtroppo per loro, ha molte probabilità di arenarsi. Può darsi che, dopo aver fatto un paio di ricerche (tipo, dov’è Roma sulla carta geografica?) si stiano già rimproverando questa rodomontata.

Intanto, a Roma prima di tutto ci devi arrivare. Se vieni in aereo non è che a Fiumicino puoi sbarcare in forze, eh. A piccoli gruppi, e scordati di non dare nell’occhio: tempo 2 minuti dall’arrivo, e tutti i tassisti abusivi del mondo sanno chi sei, quante valige hai e dove devi andare. Che c’ha, un lanciarazzi dottò? E me sa che mica po’ salì, me rovina ‘a tappezzeria che l’ho fatta rifà che è ppoco. E da Fiumicino a Roma si sono persi in tanti. Vieni in treno? Tempo di arrivare all’uscita di Stazione Termini, hai perso metà delle tue forze tra scale mobili mal funzionanti e venditori nigeriani di borsette farlocche; dopo 45 minuti di marcia su e giù per i binari, ti sorge il dubbio, non vedendo manco una faccia bianca, di aver già conquistato questo importante avamposto. Se poi arrivi a Tiburtina, si ripete il problema di trovare un tassì, altrimenti sarai costretto a invadere la Capitale servendoti dei mezzi ACOTRAL, mentre i romani attoniti ma cordiali ti portano beni di sussistenza per salvarti dal delirio del traffico. Traffico che nessun bene di sussistenza potrà mai alleviare se decidi invece di invadere Roma via strada; le strade romane sono state create ad uso e consumo dei legionari romani, non certo per i mezzi su gomma. La marcia trionfale dell’ISIS si concluderebbe tra Boccea e Cassia, complice la numerazione imprecisa, sotto gli sguardi imploranti dei pendolari bloccati nel traffico: portateci via con voi! Ma anche ammesso che arrivino a Roma, poi dovrebbero fare i conti con l’orribile sorpresa: il Vaticano non è a Roma! E’ in Vaticano! E giù a guardare mappe e cartine, mentre la gente butta dalle finestre tutte le croci vecchie che ha scovato nei sottoscala, giovanò, che la vole ‘sta croce? Si ve la portate via me fate un favore!

E le donne, le donne. Questa torma di ingenui ma benintenzionati invasori si sgretolerebbe sotto l’offerta isterica della popolazione romana, chi felice di offrirsi pur di andarsene dall’Italia, chi invece, vista l’occasione, cerca di piazzare la suocera che da cinquant’anni sta nell’ammezzato a ruminare e tirare saracche, ahò, pijatevela, famo finta che nun se semo mai visti, eh? Anche se il dubbio che molte fuori mercato si consegnerebbero più che spontaneamente è fondato, fondatissimo. E poi, tutto questo can can per fare cosa? Conquistare cosa? Solo Totti può conquistare la Capitale, Totti, Core de Roma. L’ISIS, al massimo, potrà ripiegare sulla Lazio.

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