Terremoto, la Garfagnana può tornare a respirare

Terremoto, finita la grande paura, almeno per il futuro immediato? "Riteniamo che la situazione sia evoluta in modo favorevole, inviteremo la popolazione a riprendere le ordinarie attività''. Parole del capo della Protezione civile  Franco Gabrielli, parole che fanno tirare il respiro alla Garfagnana. Gabrielli spiega che ''il trend medio'' di rischio sismico sta decrescendo; dunque,  ''pur rimanendo la Garfagnana un territorio ad alta sismicità'', è possibile ritenere che la popolazione possa tornare alla vita ordinaria.  Anche se, precisa Gabrielli, tenendo conto della natura dell'area, l'attenzione va tenuta alta. non solo, una stoccata alla prevenzione:  "L''unico sistema per salvaguardare la popolazione – sottolinea – è avere case o frequentare edifici sicuri''.
Resteranno comunque aperti fino a domani i centri operativi comunali della Protezione civile.

E' giunto  a Pieve a Fosciana, Franco Gabrielli, per incontrare i sindaci del territorio: scopo dell'incontro, dopo le polemiche suscitate dalla diffusine dell'allarme per le probabili scosse di terremoto nella notte, il comportamento da tenersi da parte degli enti pubblici qualora ricavano avvisi di "allarme" come quello ricevuto la sera scorsa. L'emergenza era scattata ieri sera in Garfagnana dopo la comunicazione da Roma di possibile scosse di terremoto ipotizzate dall'Ingv.  Tutto questo, senza tentare di "scaricare" nulla sulle solerti e pur capaci spalle dei primi cittadini: Gabrielli in varie occasioni, durante una mattinata intorbidita dalle polemiche, ha precisato che i sindaci si sono comportati "benissimo" e che la macchina organizzativa ha dato mostra di essere reattiva e efficace. Stessa opinione del prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro,  ''La macchina dell'organizzazione ha funzionato. Forze dell'ordine e vigili del fuoco hanno operato immediatamente nei luoghi di raccolta della popolazione. I piani comunali di protezione civile hanno funzionato e i sindaci li hanno applicati correttamente'' ha dichiarato infatti il prefetto lucchese dopo una riunione coi sindaci e con la protezione civile a Pieve a Fosciana.

Non è di certo imbarazzato nel rispondere di aver "gradito" particolarmente l'avviso diffuso alla popolazione circa la probabilità di nuove scosse  Simone Togneri, scrittore di gialli e noir , residente a Barga. "Ritengo che sia assolutamente corretto diffondere avvisi e otizie che partono da fonti informate, qualificate e istituzionali – commenta – del resto, non è la prima volta per la Garfagnana e per Barga in particolare: nell'85 fu lanciato un altro allarme, dopo una fortissima scossa avvenuta attorno alle 11 e 40, che, nella sera ll'ora di cena ci avvisava del pericolo di un ritrono mlto forte, con epicentro proprio a Barga. Un allarme che divenne un esodo di massa, al fredoe con la pioggia. Non successe niente, ma anche in quel caso, eravamo ben contenti di essere stati avvisati". L'allarme del 23 gennaio 1985 fu il primo di una modalità che, ben conosciuta in altri paesi extra-europei come Stati Uniti e Giappone, dove non provoca nessuno scandalo, è invece innovativa in Europa e soprattutto per l'Italia. Anche quella volta non successe niente, ma i cittadini si lamentarono solo di una cosa: che l'annuncio non fosse stato dato dai sindaci, ma direttamente dalla televisione. A decidere di lanciare l'allarme, fu un coraggioso Zamberletti. Quasi vent'anni dopo, la tecnologia ha fatto miracoli e ha permesso di raggiungere proprio tutti, e, dove non ci ha pensato twitter, volontari sono andati a bussare alle case. Ottima cosa, conferma ancora l'assoluta maggioranza dei cittadini. Peccato però, che in mezzo ci sia stato l'Aquila. E viene da chiedersi come mai la stessa modalità del gennaio 1985 non sia stata applicata al capoluogo abruzzese.

Ma come si vive sotto la mannaia sospesa di un terremoto? "Male – dice ancora Togneri – io per esempio non dormo da due notti . No, non sono andato a dormire nei centri di accoglienza approntati, semplicemente sono andato dai miei (anche se tutto sommato la loro casa dovrebbe essere meno sicura della mia) per stare tutti insieme. Tanto non si chiude occhio: se sai che potrebbe arrivare la botta, ogni rumore, ogni scricchiolìo ti fa sobbalzare". Ma, nonostante questo, ben vengano gli allarmi. "Maglio aver paura che toccarne" chiosa, in puro toscano, lo scrittore.

Il terremoto e le misure di sicurezza poste in essere in Garfagnana sono state al centro di un breve intervento anche nel corso del Festival del Giallo di Pistoia. Infatti, davanti ai ragazzi delle scuole pistoiesi che hanno partecipato alla prima giornata, il tema dell'informazione e in particolare della cosidetta "informazione di servizio" è stato sollevato in presenza di alcuni giornalisti, e l'esito del dibattito è stato sempre lo stesso: meglio sapere che rimanere ignari, mentre magari qualcuno sta guardando le scosse arrivare.

Un punto di vista che di sicuro è stato fatto proprio dai sindaci di Barga, Coreglia, Castelnuovo, Fabbriche di Vallico e di tutti i luoghi della Garfagnana dove il terremoto avrebbe dovuto manifestarsi.
''Ieri sera abbiamo 'smanettato' anche con twitter per avvisare la popolazione di possibili scosse di terremoto. Oltre ai normali strumenti, abbiamo usato anche i social network sapendo che sono molto diffusi tra la popolazione – ricorda il sindaco di Castelnuovo Garfagnana, Gaddo Gaddi. Sintomi dei tempi che cambiano e della velocità del rimbalzo informativo che si può avere con i scoial network:''l'invio dei tweet – spiega infatti Gaddi – ci è venuto in mente mentre io e un giovane assessore del mio comune, molto abituato a gestire le tecnologie di internet, eravamo nel Centro operativo della Protezione comunale. Come in altri centri, anche a Castelnuovo il comune ha inviato vigili urbani e volontari in strada e nelle frazioni per avvisare porta a porta la popolazione''.

Ma cosa poteva essere fatto di meglio e di più? ''L'esperienza di queste ore dimostra che insieme alle risorse è necessario l'affiancamento costante con le istituzioni nazionali''. A pensarlo, Raffaella Mariani, capogruppo Pd nella commissione Ambiente della Camera, dopo quanto avvenuto la notte scorsa nelle zone interessate dal terremoto del 25 gennaio. Dunque, messa in sicurezza sismica dei territori, fondamentale il coordinamento con gli organismi nazionali, dalla Presidenza del Consiglio al Dipartimento di Protezione Civile. "I sindaci e i rappresentanti degli enti locali non devono essere lasciati soli" commenta Mariani.

I quali sindaci, tuttavia, non si sono lasciati di certo sgomentare: ''Nel rendere nota la comunicazione pervenuta dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, ci siamo comportati da buoni padri di famiglia, concordando il da farsi coi sindaci, i quali si sono subito attivati con coraggio. Credo che in questa filiera della comunicazione che si e' prodotta, i sindaci si siano comportati in modo corretto per uno scrupolo morale e per un atto assolutamente dovuto''. A dirlo il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, dando voce a tutti i primi cittadini impegnati nell'emergenza.  ''Immediatamente dopo è stata predisposta la colonna mobile e attivata la protezione civile – ha spiegato Baccelli -. Ora restano da capire i modi e i tempi per uscire da questa emergenza. Sulla base di quanto successo in questa occasione, il nodo cruciale, specialmente per il futuro, è capire come si passa da una comunicazione tecnica come quella dell'Ingv, ad un'azione concreta sul territorio: come si traduce, cioè, un'informativa sulla possibilità di eventi sismici in una comunicazione alla popolazione che non solo avverte i cittadini, ma che tenga conto anche delle modalità di comportamento da adottare''.

Concorda con Baccelli anche il senatore del Pd Andrea Marcucci: ''Inutile fare polemiche sull'allarme per il terremoto in Garfagnana, piuttosto il disagio affrontato dai cittadini serva per fare cose concrete, colpevolmente rimandate. Mi riferisco agli investimenti sulla prevenzione nelle aree sismiche e alla possibilita' per i Comuni di non essere vincolati dal patto di stabilita'''.
Intanto, dalla Protezione civile del Comune di Lucca fanno sapere che "durante la notte appena trascorsa le utenze raggiunte dal servizio di avviso telefonico sono state 16 mila, tra telefoni fissi e cellulari''. Il messaggio registrato "è stato divulgato a partire dalle ore 23.39 fino all'1.40 del mattino – si legge nella nota – stamattina alle ore 8 sono pervenute 42 nuove richieste di inserimento nell'elenco del servizio di avviso telefonico. Il Centro Operativo Comunale è attualmente aperto''.

Polemiche invece da parte di un esperto: Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione La Sapienza sottolinea ''il ruolo che sta assumendo questo social network'' riferendosi a Twitter e alle sue possibili implicazioni pratiche. "In una situazione di paura e di rischio come quella, se pur vaga, che si era determinata in Garfagnana è  chiaro che basta dare il 'la' e poi il rischio è che le conseguenze sociali vanno verso il panico. Oggi appare chiaro che è stata una reazione eccessiva" dice il sociologo all'Adnkronos, che, parlando di Twitter, spiega che ci sono tutte le premesse affinchè attorno a questo social network si gonfi una gigantesca "bolla reputazionale". Anche se, al di là dei "cinguettii" e del loro ruolo nella società e nella comunicazione odierna, la popolazione non sembra ffatto scontenta di aver ricevuto l'allarme.

Qualcuno voleva pararsi? Sembra questa, la versione del sindaco di Fabbriche di Vallico circa l'allarme. Magari, nessuno voleva rischiare un'altra Aquila. Lo dice il sindaco di Fabbriche di Vallico e presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani in una dichiarazione comparsa sul sito dell'Anci. ''La comunicazione arrivava dalla Protezione civile nazionale, ci diceva di stare in massima allerta perchè si prevedevano forti scosse di terremoto''. Da allora, prosegue, ''siamo stati lasciati completamente soli. Come sindaci, ci siamo riuniti e abbiamo pensato che dovevamo innanzitutto avvertire i cittadini'', ha aggiunto Giurlani.
Infine, nessun allarme evacuazione è stato lanciato per la Garfagnana dall'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv): si è trattato di un semplice comunicato alla Protezione civile, una segnalazione tecnica sull'aggiornamento sismico nell'area. "Venerdì 25 gennaio c'e' stata questa scossa in Garfagnana con magnitudo di 4,8 e come sempre accade in questi casi abbiamo inviato gli aggiornamenti quotidiani alla Protezione Civile con le liste e le mappe di localizzazione dei terremoti rilevati e le nostre valutazioni".

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