Seves, da Usb appello a includere la città

La voce di Leonardo Bolognini, sindacalista dell'Usb, da sempre coinvolto nelle vicende della Seves, l'eccellenza in tema di mattoni di vetro e materiale vetroso in genere che sembra ormai avere i giorni contati, è una voce che racconta alcuni passaggi della complicata vicenda. Senza voler dare giudizi o entrare nel merito delle decisioni prese dai vertici dell'azienda o istituzioni.

“I vertici di Seves Spa, a suo tempo, motivarono la riduzione di organico con la crisi mondiale  e la riduzione dei volumi di produzione – ricorda Bolognini – occorre rammentare che fu stilato un accordo fra azienda e parti sociali dove si dichiarava Seves in crisi per evento improvviso ed imprevisto, e che nel verbale dell'accordo, alla lettera E) c’era scritta la parola chiusura”.

Una parolaccia per qualsiasi operaio o lavoratore o sindacalista che dir si voglia. Tuttavia, seppure allarmato, l'Usb si fermò per cercare di comprendere: “Noi dell’Unione Sindacale di Base – continua Bolognini – non capivamo se la chiusura fosse temporanea. Si poteva infatti intendere come se fosse un fermo di produzione causato dai vari periodi di cassa integrazione. Purtroppo i fatti hanno poi dimostrato che non fu proprio così”. A questo interrogativo principale, l'Usb cominciò anche ad aggiungerne un altro: vale a dire se l'azienda “lavorasse” seriamente per un rientro sul mercato. “Ad esempio – ricorda Bolognini – l'azienda aveva potenziato il settore commerciale?  Aveva effettuato diversificazione del prodotto per conquistare altre fette di mercato?…”. Un interrogativo che, secondo il sindacato di base, “si mostra fondamentale per capire se e quanto, quando nel 2008 fu manifestata la volontà di chiudere anche il forno fusorio, l'azienda accusasse davvero la crisi”.

Credo che in questo momento sia giusto e necessario convocare ai tavoli delle trattative sì le Istituzioni, sì le Banche e i futuri proprietari del Fondo TRITON, ma anche tutte le parti sociali che hanno una rappresentanza in questa azienda – conclude il sindacalista – l'Unione Sindacale di Base (USB) auspica che possano emergere delle soluzioni nuove, ma le soluzioni nuove e proficue vanno cercate assieme coinvolgendo la città di Firenze e  le sue Istituzioni a tutti i livelli, dal momento che  anche le Aziende sono un patrimonio da salvaguardare come monumenti e strade”.

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