Firenze – A margine dell’incontro con la stampa concernente il Terzo Rapporto dell’Osservatorio regionale sull’Abitare in Toscana, la vicepresidente della Regione Stefania Saccardi, parla di quello che per ora è solo “un’idea”. Vale a dire, una sorta di “portfolio” per coloro che hanno usufruito, stanno usufruendo o hanno fatto richiesta di usufruire dei servizi sociali offerti dalle istituzioni pubbliche, con l’avvertenza che “il punto massimo dell’offerta dei servizi sociali da parte dell’ente pubblico è l’assegnazione della casa di edilizia popolare”.
Perché? E’ presto detto: da un lato, le statistiche dicono che con l’assegnazione della casa, la quasi totalità delle famiglie cessa di essere dentro i percorsi sociali, a riprova del valore altissimo dell’abitazione per quanto riguarda l’equilibrio sociale delle famiglie. Dall’altro lato, spesso ci si trova di fronte “a casi di famiglie che hanno avuto una serie di aiuti, dal contributo per la scuola all’assegno per i figli, oltre all’assegnazione dell’alloggio, e famiglie che non hanno avuto niente. La mia idea sarebbe quella di assegnare un valore di “massimo” alla assegnazione dell’alloggio”.