Prato – La Toscana è nelle ultime posizioni fra le regioni italiane come capacità di smaltimento e recupero energetico dei rifiuti; gli impianti esistenti nel territorio regionale sono quasi esclusivamente discariche, anch’esse largamente insufficienti; entro il 2020 o poco oltre si esaurirà la capienza delle discariche toscane. Le elezioni regionali che si stanno avvicinando hanno nei temi ambientali uno dei riferimenti più importanti.Parallelamente, a livello nazionale si riscontra una stasi sul piano normativo solo in parte giustificabile con le difficoltà dettate della pandemia, dato che anche in precedenza si marciava senza la debita determinazione.
Sul tema si registrano crescenti preoccupazioni e proteste da parte delle imprese. Settori come la moda, il cartario, l’edilizia e il lapideo – fra le più interessate al problema – fanno sentire la loro voce. Gli scarti dei quattro settori nell’area Lucca-Pistoia-Prato ammontano a 50.000 tonnellate per il tessile-abbigliamento; 200.000 tonnellate per il cartario; 1,5 milioni di tonnellate per gli scarti edili (demolizioni e terre e rocce da scavo; il dato è stimato in riferimento ai soli materiali che giungono negli impianti di recupero); 40.000 tonnellate per il lapideo (il residuo dell’estrazione e lavorazione delle pietre).
“Il settore cartario può dirsi fra i più virtuosi dal punto di vista ambientale – aggiunge Tiziano Pieretti, presidente della sezione Carta e cartotecnica di Confindustria Toscana Nord e vicepresidente di Assocarta -. Chi utilizza cellulosa vergine da foreste certificate produce pochissimo scarto;chi impiega la carta da macero da raccolta differenziata svolge un ruolo prezioso, riutilizzando materiale riciclato per produrre nuova carta composta interamente da fibre riciclate scartando meno del 10% (scarto pulper). Ma esistono limiti tecnici tali da far dire che lo scarto di pulper, un po’ di più o un po’ di meno, esisterà sempre.Politici e amministratori se ne facciano una ragione: una soluzione va trovata.
“Gli scarti delle attività edili, terre e rocce da scavo e materiali provenienti da costruzioni e demolizioni, sono materiali inerti che possono andare in discarica o essere recuperati dopo passaggi di selezione e frantumazione che ne fanno materie prime secondarie – interviene Alessandro Cafissi presidente di ANCE Toscana Nord-sezione Edili di Confindustria Toscana Nord -. In questo ambito la situazione è molto diversa a seconda dei territori. La situazione peggiore è in provincia di Prato, dove uno spazio dedicato agli scarti dell’edilizia non esiste, imponendo alle imprese edili pratesi onerosi trasferimenti dei loro scarti nelle province vicine. Un’area è stata individuata: confidiamo che questa carenza venga colmata quanto prima.
“Pensare ancora oggi che termovalorizzatori e discariche siano la soluzione al problema – risponde l’assessore – è una posizione di retroguardia. L’economia circolare è fatta di impianti industriali che per lo più stanno fuori dalla pianificazione pubblica e dal concorso della tariffa sui rifiuti. Per questo il ruolo delle imprese è essenziale”.
Fratoni ricorda come la normativa del settore sia esclusivamente di livello nazionale. “Per questo, comprendendo la preoccupazione delle imprese – dice – , chiedo più coraggio nel recepire anche a livello italiano la normativa estremamente moderna che in sede europea è stata predisposta ed approvata sull’economia circolare”.
L’assessore rivendica però anche il lavoro fatto dalla Regione, dai tavoli settoriali con gli accordi importanti raggiunti in particolare con il tessile e il distretto conciario, che rappresentano secondo Fratoni un modello di riferimento. “Abbiamo iniziato a predisporre linee guida di settore – aggiunge – per tutelare le buone pratiche degli imprenditori e questo lavoro proseguirà anche in futuro per i vari comparti produttivi della Toscana”.
Recentemente il Consiglio regionale ha inoltre approvato una legge sull’economia circolare. “Il testo – spiega ancora Fratoni – affronta in modo complessivo il tema ed offre percorsi virtuosi, dopodiché resta il ruolo fondamentale delle imprese poiché solo queste conosono le soluzioni più efficienti ed efficaci sul piano tecnologico ed economico-finanziario”.