Quattro Castella: 25 aprile donna

Festa della Liberazione in rosa sui colli matildici in memoria di Lidia Valeriani

25aprile2017_intitolazioneUna Festa di Liberazione all’insegna delle donne quella organizzata dal Comune e dall’Anpi di Quattro Castella.

Il primo gesto concreto in questo senso si è tenuto in mattinata con l’intitolazione di una via della frazione di Roncolo alla memoria di Lidia Valeriani, staffetta partigiana con il nome di Aurora, medaglia d’argento al valore militare, nata a Montecavolo nel 2013 e scomparsa nel 2014.

Alla presenza dei figli Mauro e Silvano, e della nipote Federica, il sindaco Tagliavini ha scoperto la targa della strada situata sulle prime colline di Roncolo. Con loro anche la consigliera regionale Roberta Mori e il presidente dell’Anpi di Quattro Castella Giorgio Romani.

Siamo sicuri che Lidia sarebbe stata felice di questa collocazione – ha detto Fiorella Ferrarini, vicepresidente provinciale dell’Anpi – Proprio su queste colline che l’hanno vista protagonista insieme ad altre donne staffette e partigiane a difendere con coraggio i valori della democrazia”.

Donne protagoniste anche nei discorsi ufficiali. A cominciare da quello del sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini. “Vogliamo che il 25 aprile di quest’anno – ha detto il sindaco nel suo discorso tenutosi a Puianello – sia dedicato a tutte le donne che con enormi sacrifici hanno sostenuto la Liberazione, la crescita e lo sviluppo del nostro Paese. Abbiamo celebrato i 70 anni dal primo voto alle donne, abbiamo ricordato Maria Sassi, la prima donna eletta nel consiglio comunale di Quattro Castella e abbiamo ora sul nostro territorio una strada che porta il nome di Lidia Valeriani, simbolo di quelle donne, staffette e combattenti partigiane e nel dopo guerra anima e braccia delle lotte sindacali per i diritti di cui oggi godiamo”.

Il sindaco ha ricordato anche le donne del 2017. “Quelle che, ancora oggi, si trovano sotto i bombardamenti con i loro figli ad Aleppo, quelle che percorrono chilometri per riempiere taniche di acqua laddove l’acqua non c’è, quelle che subiscono l’infibulazione in Africa, quelle stuprate, rapite e vendute da Islamic State. Le donne come Malala Yusfazai, pakistana, premio Nobel per la pace, colpita dai talebani con un colpo di pistola alla testa, perché accusata di ‘oscenità’, per aver preteso di poter continuare a studiare promuovendo l’istruzione come soluzione di tanti problemi del proprio Paese. Quelle come Gessica Notaro di Rimini, simbolo di tutte le donne sfregiate della loro bellezza e picchiate da compagni o mariti violenti”.

A tutte loro – ha concluso Tagliavini – dobbiamo un immenso grazie. Il mondo potrà diventare migliore e meno violento grazie alle donne”.

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