Prova costume: tutte le diete vanno bene…

In ritardo sulla prova costume? Avete prenotato per agosto sdraia e ombrellone, e non avete saputo resistere alle sirene delle numerose grigliatone delle feste popolari della Bassa, salsicce, costine e Lambrusco a fiumi? Niente paura: salvo che non siate in sovrappeso dell’equivalente di un altro essere umano portato a mo’ di salvagente attorno ai fianchi, potete ancora riuscire a rendervi quasi hollywoodiani grazie alle tante diete dell’ultimo minuto che esperti nutrizionisti vi propalano dalle pagine delle tante riviste da parrucchiera.

Sarà così facile rimettersi in forma che potrete compatire con dolcezza tutti coloro che, lungo tutto il corso dell’anno, non fanno altro che sudare in palestra e tenere sotto controllo le calorie, evitando accuratamente i cibi più gustosi. A voi, invece, basterà sfogliare le pagine che già, ecco! Il risultato già un poco si nota! Anzitutto, l’abbiccì: per dimagrire, bisognerà mangiare di meno. Quanto meno? Beh, qui già cominciano ad esserci diverse scuole di pensiero. Considerato che la teoria delle calorie sostiene che ne bruciamo all’incirca duemila e qualcosa ogni giorno, per alcuni sarà sufficiente passare ad un regime di mille calorie al giorno.

Vale a dire, tagliare pizza, pane, dolci, fare tre pasti al giorno senza ingozzarsi, evitare birra e vino e il gioco è fatto. Per altri si può senza dubbio sopravvivere anche con meno: ci sono fior di statistiche sugli internati nei campi di concentramento che dimostrano, senza ombra di dubbio, come un corpo umano resista anche per mesi con una dieta da cinque, ottocento calorie al giorno; e citano gli esempi dei prigionieri della guerra anglo-boera, degli italiani in California, di Dachau, degli indiani pellerossa nelle riserve con grande fiducia.

I più entusiasti si spingono fino a rammentare le imprese di quei santoni indù che per non essere indotti in tentazione si fanno seppellire vivi e riesumare dopo un paio di mesi, e opplà! La pancia non c’è più! Per quelli che si sentono venire in meno solo al pensiero, evidentemente i meno motivati a sfoggiare con spavalderia le vene varicose sulla spiaggia, ci sono molte alternative ben coordinate: la dieta d’urto del Professor Migliaccio, tre giorni solo a frutta e acqua, poi è permessa un po’ di insalata magari con un uovo dentro e un po’ di carne e pesce, ma mica sempre; la dieta del panino, una piccola colazione, un paninetto a pranzo e una cena francescana ma quasi lussuriosa, considerate le idee di certe modelle; la dieta del frullato, che consiste in 3 frullati al giorno per complessivi litri 1,5 di latte e frutta (anche qui, staremo al massimo sulle 1200 Kcal); la dieta del minestrone, basata su di una alimentazione che contempla solamente tè, caffè, frutta e minestrone, anche tutto nello stesso pasto, che promette di perdere 5 chili in 7 giorni e se il minestrone è ragionevolmente caldo una diarrea invincibile promette di far calare anche qualche cosina in più; la dieta del cocomero, che consente due pasti anche qui da refettorio di convento povero accompagnati da fettine di cocomero; oppure la dieta del limone, nella quale vi cibate di qualche seme di zucca, di qualche frutto e insalatina, se volete strafare di una manciata di legumi, e quando sentite veramente fame o siete in preda al delirio vi ingozzate di limonata, per i più deboli dolcificata con un pochino di miele (biologico, dio ne guardi).

In capo a due, tre settimane sarete in forma smagliata, con la pelle un tempo tonica che vi penderà elegantemente lungo i laccetti, l’occhio vitreo del pesce pescato l’altroieri, le energie di un gatto affetto da mononucleosi e un principio di osteoporosi, di calvizie e di depressione clinica che vi forzerà a starvene buoni buoni sulla sdraia dorandovi per benino per ore, poveri gusci sacrificati alle esigenze del jet set di qualcun altro. Gli altri, i fessi, gozzoviglieranno nei paesini a porchetta e vino dei Castelli, scioccamente inconsapevoli di quanto faccia male alla salute vivere mangiando roba che ci piace.

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