Prato – Quando in politica si dice «mossa» viene in mente quella del cavallo che rimanda al titolo del libro di Matteo Renzi in cui, il senatore e presidente di Italia Viva scriveva, tra l’altro, anche di «un futuro non scontato ma dipendente da noi». Non sappiamo se Matteo Biffoni, sindaco di Prato lo abbia letto o meno, fatto sta che l’invito in città a Stefano Bonaccini presidente della Regione Emilia Romagna e del Partito Democratico è stata una “mossa” che ha colto un pò tutti di sorpresa compreso gli iscritti, i militanti ed i sostenitori del Partito. L’incontro voluto dallo stesso Sindaco che ha per titolo «Comunità e Politica» si svolgerà mercoledí 3 maggio a partire dalle 18.30,(a seguire la cena), nello storico circolo di Coiano alla presenza del segretario provinciale Marco Biagioni e regionale Emiliano Fossi invitati perchè comprendano l’appello dei «Riformisti» che vuole essere ampio,inclusivo, con l’auspicio che venga ascoltato e non cada nel vuoto.
“Serve al Pd, serve a noi e, lasciatemelo dire, serve all’Italia perchè il Pd è la vera alternativa al governo delle destre. – ha affermato Biffoni – Legittimamente abbiamo una segretaria, legittimamente esprimerà le proprie idee, e altrettanto legittimamente e doverosamente, c’è un mondo ampio, a Prato, in Toscana e in Italia, che ha voglia di portare in dote al Pd le proprie idee e fare le proprie battaglie. Non ci possiamo permettere smottamenti o fughe che sono sempre uno sbaglio, chiunque le compia perchè le battaglie si fanno all’interno. Sono certo che per il 99% delle volte saremo allineati, sono altrettanto certo che ci sono dei temi su cui ci sarà bisogno di confrontarci: rifiuti, immigrazione, rapporto con le piccole e medie imprese. Temi su cui faremo delle proposte costruttive per il Pd. Le metteremo all’attenzione della segretaria. Non è lesa maestà suggerire una ricetta diversa, non perfettamente allineata con il vertice. E’ salute per il partito il confronto sulle idee”.
Dunque i Riformisti seppur usciti sconfitti dalle primarie con la segreteria affidata alla Schlein che ha strappato la vittoria,votata nei gazebo e non dagli iscritti del suo partito che invece volevano Bonaccini,vogliono essere ascoltati anche a causa dei malumori seguiti dopo le ultimissime esternazioni dei due segretari regionali e provinciali: tiepidi sull’aeroporto di Peretola; decisi per il «no» al Centro di detenzione per i rimpatri (Cpr), e fortemente dubbiosi sulla quotazione in borsa della Multiutility. Partirebbe forse da qui la riflessione di Biffoni rivolta a chi nel partito sta pensando di fare le valigie: “Dispiace ma non concordo con chi decide di uscire dal Pd e riconosco che Elly Schlein è la mia segretaria come lo è di tutti gli iscritti al Partito”. “Non concordo su chi esce dal Pd e- aggiunge – credo sia importante riprendere l’azione politica, a partire in questo caso da Stefano Bonaccini che ho sostenuto assieme a tante altre persone. Dobbiamo essere inclusivi, discutere su tutto in modo aperto, confrontandoci soprattutto sugli elementi di differenza politica in modo onesto, senza pregiudizi. Ma una cosa è certa; no a fuoriuscite dal Pd o a illusioni varie, semmai aprire percorsi di inclusione politica”.
Un appello forse per allontare il fantasma del «redde rationem» tra chi è a sinistra e i riformisti , con le temute fughe in avanti di quest’ultimi per aderire ai partiti di Conte, Calenda e Renzi.A meno che l’incontro del 3 maggio non sia piuttosto una semplice «chiama» politica ai riformisti rafforzata dalla presenza di Bonaccini per smorzare i toni di tutti, e rilanciare il programma in prossimità degli appuntamenti elettorali in Toscana: Poggio a Caiano,Campi Bisenzio; in attesa delle amministrative di Prato nel 2024 unitamente a quelle del rinnovo del parlamento europeo.
Senza dimenticare il nodo Firenze. In ogni caso quella di Biffoni è allo stato attuale,con ogni probabilità,una mossa resasi necessaria per riavviare un confronto interno quanto mai sentito nel partito della sinistra pratese per evitare il temuto braccio di ferro su temi caldi.C’è infatti il serio rischio di far implodere schemi ed equilibri del Pd locale con conseguenze del tutto imprevedibili per la politica nazionale del partito stesso. Meglio dunque agire d’anticipo, come nel gioco degli scacchi,attraverso la mossa del cavallo; unica pedina della scacchiera che si muove in tutte le direzioni, per riportare a proprio favore l’esito di una partita diventata troppo difficile quasi insostenibile.