Un 25 aprile contro le mafie, una sollevazione popolare d’indignazione contro un fenomeno in crescita nella nostra provincia. L’idea l’ha lanciata il sindaco Graziano Delrio nel corso del consiglio comunale di Reggio dopo l’ultima raffica di episodi, presumibilmente legati alle infiltrazioni malavitose nel tessuto economico di casa.
L’allarme non è nuovo per la verità; da anni si sprecano appelli in questo senso mentre enti locali e istituzioni hanno firmato patti d’ogni tipo per alzare il livello di controllo sull’ammontare degli appalti pubblici, anche minimi. Grandi opere, crisi specie nell’edilizia e condizioni di lavoro al ribasso hanno favorito l’estendersi di questa zona grigia difficilmente controllabile.
Il sindaco l’ha chiamata “nuova resistenza” annunciando l’intensificarsi della cultura della legalità oltre che delle indagini. “Ma – ha ammonito al contempo il primo cittadino reggiano – non ci sono etnìe o comunità più responsabili di altre”. Sempre nel corso del consiglio, un ordine del giorno trasversalmente firmato da Pd, PdL e Lega Nord ha stigmatizzato la carenza d’organico della Procura reggiana e lo scarso interessamento dei politici reggiani sul caso di Palazzo di Giustizia