L’animata cornice del Festival del volontariato – Villaggio Solidale: è stato un contesto significativo per la presentazione delle proposte delle Acli intese a fronteggiare le povertà.
Il Convegno Reddito minimo e inclusione sociale: fronteggiare la crisi partendo dagli ultimi è stato introdotto dal Presidente regionale delle Acli Federico Barni il quale ha sottolineato che la proposta . delle ACLI non ha una logica meramente assistenziale ma vuole fare da volano e implica un atteggiamento attivo dei soggetti beneficiari”. ll Reddito di inclusione sociale –ha rilevato Barni –prevede un aiuto economico ma anche tutta una serie di servizi rivolti specificamente a determinate fasce sociali. Servizi per il lavoro e formazione professionale per i giovani oppure servizi di cura per anziani e disabili. Un Piano contro la povertà –ha ribadito il Presidente Barni che dovrà avvalersi del fondamentale apporto Del Terzo settore che è molto attivo come dimostrano gli sportelli dei servizi Acli, dal Patronato al Punto famiglia.
La relazione di Andrea Luzi responsabile welfare delle ACLI Nazionali ha messo in rilievo che in Italia la povertà assoluta coinvolge ormai il 6,8% delle famiglie (Istat, 2013); Ma a differenza degli altri Paesi membri dell’Unione, eccezion fatta per la Grecia, non abbiamo un piano strutturale contro la povertà assoluta.
L’Italia sta vivendo, oltre a un inasprimento delle condizioni di vita dei cittadini, anche una nuova emergenza alimentare: sono oltre 4 milioni gli indigenti assistiti dalle associazioni caritatevoli (un incremento del 47,2% in soli 4 anni), di cui il 10,5% sono bambini sotto i 5 anni e il 14% circa anziani over 65 . Inoltre,si è rilevato che chi slitta sotto la soglia di povertà ha ben poche possibilità di uscirne, almeno in tempi rapidi.
. Il Piano permetterebbe di raggiungere tutte le famiglie che vivono questa difficile condizione con un un investimento, a regime, di 6 miliardi annui. Il Piano assegna ai Comuni la regia degli interventi, al Terzo Settore l’implementazione dei servizi, la co-progettazione e il compito di avvicinare le persone in difficoltà..
Ad uno stretto rapporto tra sistema pubblico e Terzo settore si è riferito anche Simone Naldoni, consigliere regionale, membro della Commissione Sanità e Politiche sociali il quale ha esaminato vari interventi della Regione in materia di Welfare per sostenere il reddito delle famiglie,a cominciare dal Piano famiglia del 2013 che costitusce una risposta immediata a numerose emergenze . Naldoni ha rilevato che la Regione deve dare l’intelaiatura normativa e avvalersi del terzo settore per costituire un welfare di comunità che sia efficace di fronte ai vecchi e ai nuovi rischi sociali ad esempio investire sulla salute che oggi,in una regione come la Toscana con alto tasso di popolazione ha nella cronicità una delle problematiche più rilevanti. Ma investire in salute significa –ha concluso Naldoni- avere strutture capaci di coniugare il risparmio a prestazioni di alto livello e in questo il piano integrato socio-sanitario è uno strumento importante.
Le conclusioni sono state del Presidente del Patronato Acli Giacomo Martelli che ha annunciato ulteriori iniziative delle Acli su lavoro e welfare ed ha fatto riferimento al forte impegno del Patronato attraverso i suoi sportelli diffusi sul territorio in molti dei Circoli e Nuclei Acli per dare informazioni e assistenza a chi chiede di usufruire delle misure in vigore per combattere il disagio sociale ma anche per proporre nuovi interventi per fronteggiare meglio questa vera e propria emergenza.