Anna Vittoria Zuliani
Non scriverò nulla sui discorsi e i contenuti della giornata perché è giusto che a farlo siano coloro che a questi erano presenti, pubblico qualche fotografia a resoconto di quello che ho potuto vedere da fuori. Perché la piazza è stata l’alternativa per chi non ha ottenuto l’invito -previa selezione- per entrare nel teatro. Niente di nuovo: anche lo scorso anno alle richieste di accredito veniva risposto che non erano disponibili per la “gente comune”. Priva di credenziali (chiamiamole così), io orgogliosamente ero tra quelli. Dietro le foto c’è di più: ci sono le proteste preannunciate, lamentele ed opinioni, forze dell’ordine e giornalisti in ‘zona rossa’, qualche bella parola scambiata con sconosciuti. C’è soprattutto ciò che poi ho scoperto avvicinandomi, a cerimonia finita: i vincitori della selezione, i soliti noti. Le scolaresche, la stampa accreditata e la crème che a parole sembra tanto compatire questa gioventù precaria e senza futuro ma che si tiene ben stretto il pass per il bell’evento. Il posto lasciato ai giovani di cui tanto si parla era ai margini della piazza o, a scelta, davanti a Twitter o alla tv. Allora è questo che ci è stato assegnato.
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