Prato – Una riunione che si è protratta fino a tarda sera quella che si è svolta ieri in Prefettura a Prato per fare il punto sulle violenze nelle aziende del territorio. Sindaci, forze dell’ordine, sindacati, associazioni di categoria si sono alternati all’interno della Prefettura per farsi ascoltare dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul lavoro presieduta dall’onorevole Chiara Gribaudo. Audizioni informali che sono servite per spiegare alla Commissione ciò che accade dentro e fuori i capannoni del distretto pratese dove i lavoratori in sciopero sono stati anche picchiati.
La sindaca di Prato Ilaria Bugetti ha chiesto al governo di dare un forte segnale inviando più ispettori da affiancare a quelli della Asl e della Polizia Municipale, affinché il progetto regionale “Lavoro Sicuro” svolga più controlli nelle ditte cinesi . “Alla commissione ho spiegato cosa abbiamo fatto in questi anni per contrastare l’illegalità economica. Da soli o con gli altri enti locali. – ha spiegato Bugetti, – La nostra polizia municipale partecipa ai controlli interforze e a quelli Asl del progetto regionale Lavoro sicuro che da oltre 10 anni ispeziona a tappeto tutte le aziende cinesi. I risultati ci sono perché gli impianti sono in sicurezza e i dormitori sono pressoché spariti. Andiamo avanti perché non vogliamo e non possiamo abbassare la guardia. Se lo Stato assumesse nuovi ispettori e li ancorasse ad un progetto ad hoc sul territorio che preveda l’affiancamento degli ispettori Asl, riusciremmo ad essere efficaci anche su questo versante”.
Necessario che lo Stato dunque faccia la sua parte perché sul lavoro ha competenza esclusiva e perché le risorse territoriali che spettano alla direzione del lavoro e al nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro non sono sufficienti a fronteggiare la mole di controlli per combattere il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e dell’evasione contributiva da parte delle aziende del fast fashion.
“L’evasione contributiva, – ha poi aggiunto Bugetti, – accertata e le sanzioni pagate per revocare la sospensione delle attività conseguente della massiccia presenza di lavoro irregolare, ci dicono che tale impiego si ripagherebbe da solo, esattamente come è successo per i controlli Asl per i quali la Regione assunse oltre 70 ispettori. Aggiungo che come Comune abbiamo anche uno sportello antisfruttamento con cui collabora anche la Procura e la rete anti tratta”. Infine la sindaca ha voluto rimarcare l’importanza che il contrasto all’illegalità ha per il distretto tessile. “Combattere chi non rispetta le regole e pensa di poter fare affari sulla pelle dei lavoratori significa tutelare chi fa impresa onestamente e investe in qualità ogni giorno, esattamente come fa il nostro distretto da secoli. Dare al territorio gli strumenti normativi e le risorse umane necessarie per combattere questa piaga significa far del bene alle imprese serie e sane. Pensare di cavarsela solo con proclami e parole senza intervenire, significa invece macchiare irrimediabilmente l’imprenditoria buona che rappresenta la maggior parte del tessuto economico. Mi aspetto serietà dal governo”.
Lavoro sicuro: Prato chiede più ispettori e controlli nelle ditte cinesi
Audizioni della commissione parlamentare d’inchiesta