Crepetloqui Reggio Children è un’idea di persona

giocamondoL’Italia è un Paese attraversato da rilevanti problematiche ed emergenze sul fronte educativo: sul territorio nazionale si verifica diffusamente l’insussistenza di nidi e scuole dell’infanzia, servizi primari non solo sul piano educativo ma anche sociale, e nello stesso tempo si fanno i conti con difficoltà a strutturare linee educative anche nella scuola primaria e secondaria.
A Reggio Emilia non è così e l’Italia sarebbe diversa se assomigliasse un po’ di più a Reggio Emilia. Dobbiamo esserne orgogliosi, non come lo sarebbero con presunzione ‘i primi della classe’ ma, quali cittadini adulti e responsabili, perché sappiamo e dobbiamo essere consapevoli che generazioni e generazioni di reggiani hanno potuto e potranno crescere e vivere con questo patrimonio comune di vitale importanza.
Qui abbiamo investito da decenni sui diritti dei bambini, e i risultati si vedono. La partecipazione ai nidi è di oltre il 40%, alle scuole dell’infanzia di oltre il 90%. Complessivamente siamo in media 20 punti sopra la media nazionale e ci attestiamo, a volte superandoli, sui migliori livelli europei.
Non vogliamo con ciò dirci ‘i migliori’. Desideriamo solo garbatamente sottolineare, nell’ambito del vivace dibattito di queste ore, che Reggio Children è un pensiero educativo, un’esperienza pedagogica e prima ancora un’idea di Persona – il bambino titolare di diritti e piena personalità – conosciuta, studiata, attuata e apprezzata nel mondo, sia dagli ‘addetti ai lavori’ sia da milioni di persone che, pur appartenendo a culture e civiltà diverse, ne intuiscono la portata e l’efficacia.
Una delle forze del Reggio Emilia Approach è l’apertura alla conoscenza, alla creatività e al molteplice. Per questo la città che lo ha generato non può che essere aperta, in maniera costante e proficua, al confronto con altri modi, altre età che non siano quelle dell’infanzia, altre identità e culture, altre idee ed anche obiezioni. E’ quanto avviene, da sempre.
Non sarà un caso se la legge nazionale a sostegno della prima infanzia, attesa da decenni, sia finalmente decollata in questi mesi raccogliendo e facendo tesoro del messaggio di questa città, dalle sue elaborazioni ed esperienze educative e pedagogiche, riconoscendole fra quelle più avanzate sul piano internazionale.
Non è un fatto accidentale se da circa un anno Reggio Children è impegnata nel progetto Fare Scuola di riqualificare di 60 scuole italiane, in 20 regioni, nei quartieri e nelle realtà sociali più complicati: siamo stati chiamati dallo Stato, insieme con Enel attraverso la onlus Enel Cuore quale partner, a ragionare e poi progettare e realizzare un progetto che riguarda il rapporto fra educazione, riqualificazione condivisa, qualità degli spazi e progetto educativo.
I temi che il professor Crepet ha posto a Reggio Emilia, nel dibattito che ha visto l’autorevole partecipazione dell’onorevole Vanna Iori, sul rapporto fra genitorialità, rete, strumenti del web, sono seri e su di essi, già ora e non da adesso, la città e il suo sistema dei servizi all’infanzia si interroga, sviluppa ricerca e ha avviato progetti di conoscenza e socializzazione d’avanguardia, nella piena apertura a cogliere nuove sfide.

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