Se da un post su Facebook può nascere una serata così, viva Facebook. Quarantamila persone, sfilata di big sul palco, due milioni e mezzo di euro raccolti per le popolazioni colpite dal terremoto. Incredibile il colpo d’occhio dagli spalti dello stadio Dall’Ara colmo di pubblico e di entusiasmo. Beppe Carletti, Marco Barbieri e Francesco Guccini: sono loro gli artefici di una grande notte di musica e solidarietà. L’Emilia c’è, si vede e soprattutto si sente. Alla faccia di chi alla vigilia sosteneva che fosse un azzardo mettere insieme sullo stesso palco artisti tanto diversi per storia e genere.
E’ stato Zucchero ad aprire il concerto con un appello: “Don’t cry Emilia don’t cry”, Emilia non piangere. L’Emilia non piange e balla sulle note de “Il suono della domenica” e “Per colpa di chi”. Ma il primo vero brivido lungo la schiena arriva con Guccini che commuove con “Il vecchio e il bambino”. E’ emozionata ed emoziona Caterina Caselli, che torna sul palco dopo 40 anni e canta insieme a Guccini “Per fare un uomo”. Lo stadio si apre in un grande applauso sulle note di “Insieme a te non ci sto più”, scritta per lei da Paolo Conte. La voce non è più quella di un tempo ma è tutto lo stadio che canta a squarciagola “arrivederci amore ciao”.
Fan scatenati quando sul palco sale Luciano Ligabue. Tra le star più attese senza dubbio il rocker di Correggio che accompagnato solo dalla sua chitarra acustica passa dalla malinconica “Il giorno di dolore che uno ha” a “Il meglio deve ancora venire”, un vero inno all’ottimismo.
Non sembrano passare gli anni per Raffaella Carrà, che chiama in causa i “potenti” affinché facciano subito qualcosa per l’Emilia, poi si scatena sulle note di “Rumore”. Balla scatenata come 30 anni fa e il pubblico risponde saltando e battendo le mani. A emozioni seguono emozioni con i Nomadi e un Beppe Carletti sempre più commosso e Samuele Bersani che ripropone “Giudizi universali”. Magli occhi si fanno davvero lucidi quando sul maxischermo appare la foto di Lucio Dalla e Gianni Morandi, in un duetto con il leader degli Stadio Gaetano Curreri, intona “Piazza Grande”. Un omaggio a Dalla, verso la fine del concerto, è arrivato anche da Laura Pausini, che ha duettato con Cesare Cremonini con “L’anno che verrà”
Non è al top Paolo Belli, ma è lodevole l’idea di farsi accompagnare da cinque ragazzi sfollati a causa del terremoto. Chiudono i Nomadi con “Dio è morto”, che si conclude con un messaggio di speranza perché “se Dio muore è per tre giorni e poi risorge”.
A tirare le somme sono Beppe Carletti, sul palco accanto al presidente della regione e commissario straordinario Vasco Errani che ha assicurato: «non faremo quello che è stato fatto da altri parti. Non ricostruiremo paesi due o paesi tre. Rivogliamo le nostre comunità”. Alla fine sono più di un milione gli incassi ricavati dai biglietti venduti e altrettanti quelli arrivati dalle donazioni tramite sms.
[nggallery id=140]