Firenze – Il punto è: fare in modo che le amministrazioni comunali possano gestire il fenomeno. Ovvero, l’esplosione dei cosiddetti affitti brevi, principalmente a scopo turistico, che stanno desertificando le residenze e alzano in modo insostenibile il mercato degli affitti.
È questo, in buona sostanza, il tema sul tavolo dell’incontro di ieri, che, tenutosi in video conferenza, ha visto confrontarsi la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, con il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, il coordinatore delle Città metropolitane, Dario Nardella, oltre agli assessori delle grandi città interessate dal fenomeno; fenomeno che, come aggiungono in molti, rischia di dilagare nel Bel Paese, raggiungendo anche borghi e città minori.
L’uovo di Colombo, come dichiara il sindaco fiorentino Nardella, è la necessità di trovare l’equilibrio necessario per tutelare le residenze, in particolare nelle aree di maggior usura dovuta al turismo. Facile a dirsi, difficile a farsi, dal momento che ad ora e ancora i sindaci delle città hanno ben pochi strumenti per intervenire, a differenza, ad esempio, dei loro colleghi di altre città europee, prime fra tutte Parigi, Amsterdam e Barcellona. Le proposte però non mancano, in Italia, e neanche risultati concreti, come il famoso caso Venezia, che in molti vorrebbero estendere anche ad altre città in situazioni critiche, o alle proposte dello stesso sindaco di Firenze e a quella, molto precisa, formulata da ATA, acronimo per Alta Tensione Abitativa. Proposta quest’ultima che ha sollevato un certo interesse fra i sindaci.
Di fatto i punti che non possono mancare in una nuova legge di regolamentazione, sono porre un tetto al numero di appartamenti che si possono affittare, oltre a un altro paletto per i giorni per ogni anno. Lo scopo, come spiega Nardella, è quello di “limitare i fenomeni di concentrazione di proprietà o gestione di più appartamenti che sono imprese a tutti gli effetti”. Inoltre, il sindaco di Firenze ha anche avanzato alla ministra Santanchè la proposta di allargare il tavolo ad altri ministeri, per quanto riguarda il tema, che il sindaco giudica collegato, del commercio. L’esigenza è, spiega Nardella, “di superare la deregulation cominciata nel 1998 e di avere anche qui più strumenti per tutelare il commercio storico e tradizionale, favorire i servizi alla residenza ed evitare il proliferare di attività commerciali che snaturano i centri storici”.
La ministra Santanchè, a conclusione di quello che si può considerare un primo incontro, ha detto di avere l’intenzione di dare luogo a una condivisione, con i sindaci e gli assessori presenti e con l’Anci, “della bozza della proposta di legge in via di stesura”, al fine di raccogliere gli interventi di tutti giungendo a una rielaborazione e integrazione del testo che tenga conto delle specificità dei territori. La proposta dovrebbe essere definita già a fine maggio.