L’aveva assicurato e l’ha fatto. Il Vescovo Massimo Camisasca ha deciso di interessarsi personalmente della incredibile vicenda del crac Acli Domus, la coop edile legata all’associazione provinciale e che finì in liquidazione nel 2000 con 53 famiglie reggiane che persero i soldi per l’acquisto di una casa mai realizzata.
L’ha fatto dicevamo scrivendo a Padre Elio Paolo Dalla Zuanna, l’assistente nazionale delle Acli e ripercorrendo le tappe del patatrac costato carissimo (in alcuni casi i risparmi di una vita) a centinaia di persone; la risposta però è stata abbastanza evasiva ed il presidente nazionale Gianni Bottalico, informato della vicenda (così come i due suoi predecessori, oggi parlamentari del Governo Renzi), non ha nemmeno mai scritto al comitato dei truffati.
Il processo Acli Domus iniziò nel 2006 per finire nel 2013 con la condanna a 4 anni dei vertici dell’ex coop (che non hanno scontato un solo giorno di carcere), e senza che ai reggiani rimasti senza casa e senza soldi sia mai stato restituito un solo euro anche perché l’ex presidente e l’ex vice sono risultati nullatenenti.