Scandicci – Arriva a Scandicci nella cornice dello splendido Castello Dell’Acciaiolo il documentario della giornalista e regista Clementina Speranza, dal titolo “Stai fermo lì ” nato per dare voce a Babak Monazzami, giovane persiano, e al suo peregrinare tra le città dell’Iran e italiane. Un racconto in prima persona del poliedrico artista, ex calciatore in patria, migrato in Germania, e lì oggi mediatore di pace, nonché volto noto in Italia per il video musicale Stai fermo lì in cui è protagonista insieme alla cantante Giusy Ferreri. Il documentario pone l’accento sui diritti umani. “Per interessi, la politica mondiale ha seppellito la sua coscienza nei confronti del popolo iraniano che con la civiltà persiana ha insegnato al mondo libertà, diritti umani, civilizzazione e democrazia”, così Babak Monazzami.
E infatti uno degli obiettivi dell’evento è far conoscere le ingiustizie subite dal protagonista al fine di renderle pubbliche insieme a quelle di tutti gli iraniani, che finora non sono state sufficientemente raccontate. Perché l’umanità non dimentichi la sofferenza di questo popolo oppresso.
Nel documentario di 60 minuti, diviso in racconti,si parla di sport e diritti umani. Temi che offrono a Babak la narrazione di tre episodi che lo coinvolgono come sportivo. Per questo Clementina Speranza ha ricevuto il Premio USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana). Non a caso nel salone saranno esposte anche le foto di alcuni degli sportivi uccisi o arrestati in Iran per aver chiesto che gli venissero riconosciuti i loro diritti. Saranno ricordati in memoria dei tantissimi atleti che insieme al popolo iraniano hanno manifestato contro il regime islamico. “Gli atleti sono scesi in strada disarmati o hanno dedicato qualche post di dissenso sui loro social e per questo sono stati arrestati o uccisi, credo che si tratti di un messaggio chiaro: nemmeno gli eroi nazionali sono al di sopra della punizione se sfidano la Repubblica islamica”, ha affermato Clementina Speranza.
Dal 28 dicembre 2025 in Iran sono stati uccisi oltre 50 mila iraniani, non dalla guerra, ma dagli uomini del regime islamico. “Dietro ogni ferita c’è una storia e la speranza di un Iran libero e democratico”, ha affermato Jafar Hassibi, medico chirurgo che ha operato Elaheh Tavakoliyan, attivista ferita al volto durante una manifestazione in Iran dalle milizie islamiche e che per questo ha perso l’occhio destro, ed arrivata in Italia grazie alla giornalista Roberta Rei de “Le Iene”.
Dopo la proiezione si parlerà anche delle coraggiose donne iraniane. “La donna ideale per la Repubblica Islamica dell’Iran non dovrebbe avere occhi per vedere, lingua per parlare e gambe per sfuggire. La responsabilità in un’iraniana che vive all’estero come me è essere i loro occhi, la loro lingua e le loro gambe”, ha poi affermato Nilufar Amir DjafariRezaie cofondatrice e tesoriera dell’associazione Italia Iran.
Previsti gli interventi della regista e del protagonista, e a seguire un talk alla presenza degli attivisti iraniani Nilufar Amir Djafari Rezaieh, NilofarDarugar e Jafar Hassibi. Al loro fianco Francesco Ciucci, medico chirurgo.
Il docufilm, sottotitolato in inglese, francese e coreano perché è volato fino in Sud Corea al Museo di Arte Moderna di Ulsan, ha ricevuto diversi allori e riconoscimenti, tra questi il Premio per la Pace rilasciato dall’Ambasciata Svizzera in Italia, il Premio Cine Migrare 2024 (Via dei Corti – Festival Indipendente di Cinema Breve, X edizione).
L’evento che avrà luogo lunedì 8 giugno alle ore 17.30 è patrocinato dal Comune di Scandicci e per la Regione Toscana sarà presente il consigliere Claudio Gemelli.
In foto Babak Monazzami con la sua opera dal titolo Dalai Lama Bambino