La grande crisi del mattoneEdilizia, la Cgil alle Coop: se ci siete battete un colpo

L’appello del segretario regionale della Fillea Luigi Giove: subito un confronto sul futuro

L’edilizia in Emilia Romagna sta attraversando una fase che, senza esagerazioni, assume di giorno in giorno dimensioni drammatiche. A lanciare l’allarme sulla pesante crisi del modello produttivo delle grandi coop edili è il segretario generale regionale della categoria delle costruzioni Fillea Cgil, il reggiano Luigi Giove, che chiede alla cooperazione di avviare un confronto sul futuro. Un confronto che non sia limitato ai singoli casi, ma affronti il problema in tutta la sua ampiezza. I numeri d’altra parte fotografano una realtà drammatica: dall’inizio della crisi nel 2008 sono stati persi in questa regione 26.000 posti di lavoro, 6.500 solo nell’ultimo anno.

E’ un intero modello produttivo che sta frandando, dice Giove, che cita i casi dei colossi reggiani Coopseette e Unieco, che hanno fatto di recente richiesta di ammissione al concordato preventivo.” Si avverte la sensazione – dice il segretario – che si proceda caso per caso, non considerando l’effetto domino che si sta producendo: per ogni grande azienda che porta i libri in tribunale ce ne sono migliaia che muoiono. In breve, si ha la certezza del prezzo altissimo sul piano occupazionale e produttivo, senza avere anche solo una vaga idea di quale scenario si sta costruendo. Siamo al si salvi chi può?”

“Come Fillea-Cgil Emilia Romagna – dice ancora Giove – riteniamo che invece il momento meriterebbe un approccio più adeguato alla grandezza ed alla complessità dei problemi che dobbiamo affrontare. Come si ristruttura il settore e come si riorganizza la cooperazione edile? Quali strumenti ci diamo per salvare l’occupazione e le piccole imprese che corrono il rischio di rimanere stritolate dai processi in corso? Quali strumenti finanziari adoperiamo (e noi riteniamo che ve ne siano) per avere a disposizione quel minimo di tempo necessario a fare una discussione che non rincorre i problemi, ma prova ad anticiparli? E’ chiaro a tutti che questa crisi ha radici e cause che in larga parte non possono essere attribuiti a chi sul territorio si è trovato a fronteggiarne gli effetti. E’ altrettanto chiaro che ci sono temi che attengono ad altri livelli e che vanno risolti rapidamente: pagamento dei crediti da parte della pubblica amministrazione, sblocco del patto di stabilità, garantire la necessaria liquidità attraverso il sistema del credito. Ma è anche vero che fino ad oggi abbiamo assistito al perpetuarsi di una logica che affronta i problemi caso per caso come se ogni singola realtà fosse un’isola o un piccolo principato. Noi crediamo che invece sia necessario, mettendo insieme tutti i soggetti coinvolti, provare a disegnare l’assetto che immaginiamo per il futuro (quale edilizia, con quali e quante imprese anche cooperative, con quali professionalità) ed in conseguenza condividere e rivendicare, insieme se necessario, gli strumenti di accompagnamento”.

“Ad una sfida di questa portata – conclude Giove la Fillea-Cgil dell’Emilia Romagna sarebbe pronta e disponibile, al sistema della cooperazione diciamo “se ci sei batti un colpo”.

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