Scontro Renzi-Nardella: “Un Comune non può diventare multificio”

Firenze – “Un Comune non può diventare un “multificio”, mai”. Appena il tempo di archiviare i risultati elettorali con codazzo di polemiche al vetriolo “ornitologiche” fra Dario Nardella e l’europarlamentare Nicola Danti,  e il duro scontro  tra Italia Viva e lo stesso Nardella si arricchisce di un nuovo capitolo in quello che pare sempre di più configurarsi come un assalto dei renziani al fortino di Palazzo Vecchio.

Protagonista questa volta il leader stesso del partito, ed ex sindaco, Matteo Renzi che nella sua E-news settimanale ha rivolto un pesante attacco frontale a quello che un tempo fu il suo delfino: “Oggi parliamo di multe – ha scritto -. Sto ricevendo decine di email da persone incredule perché, nella mia Firenze, si fanno multe se si supera di un chilometro il limite. Ad esempio: strada a quattro corsie, limite 50, centinaia di multe per chi va a 51 km. Una visione della Pubblica Amministrazione assurda. Mi sembra sbagliato, soprattutto perché questo non è finalizzato a garantire la sicurezza stradale, obiettivo sacrosanto, ma a far cassa a spese delle famiglie. Un Comune non può diventare un multificio, mai. Lo pensavo ieri, lo penso oggi, lo penserò sempre domani”.

Parole che non lasciano spazio a molte interpretazioni su quale sia in questo momento il livello dei rapporti tra Renzi e Nardella, e sulla tensione che letteralmente corre sul filo  fra i due partiti: tensione che potrebbe addirittura portare a rompere i delicati equilibri della Giunta nardelliana. Italia Viva, pur non avendo un gruppo consiliare (ma continuano i rumors insistenti che la costituzione potrebbe essere dietro l’angolo) e non essendo passata al vaglio delle amministrative, ha però un assessore nell’esecutivo: Titta Meucci ai lavori pubblici la quale però in questo momento bada bene a tenersi fuori da ogni confronto, polemica o altro che riguardi i due contendenti.
La tentazione fortissima dei renziani, alla luce del buon risultato ottenuto a Firenze alle politiche di settembre, potrebbe essere quella di chiedere un maggiore peso in Giunta, magari con un secondo assessore, e in caso di risposta contraria far saltare letteralmente il banco provocando la crisi amministrativa.
Un’avvisaglia in questo senso si è già vista in consiglio regionale dove Italia Viva ha votato insieme a Fratelli d’Italia sulla riforma della guardia medica operando di fatto lo strappo col Pd. In alternativa l’uscita dalla Giunta potrebbe avvenire anche su un normale provvedimento amministrativo, per esempio proprio la questione delle troppe multe con il nuovo sistema velocar che “inchioda” anche l’auto che si trova a percorrere la strada a 51 chilometri l’ora. I fedelissimi renziani spiegano come la sensazione del leader sia quella di una Firenze sempre più lontana dalle politiche che Renzi stesso aveva immaginato.
Ma i soliti maliziosi, però molto addentro alle questioni della politica fiorentina, inseriscono anche un ulteriore elemento di disturbo nei rapporti in questo momento bassissimi tra Renzi e Nardella: il  fatto che a livello nazionale il protagonista del nuovo corso del Pd possa essere proprio Dario Nardella, il suo ex delfino. Ex, appunto.
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